Carburanti, il gasolio sfiora i 2,30 euro al litro: stangata da oltre 500 euro per le famiglie (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Nuovi aumenti per i carburanti in Italia, con il prezzo medio del gasolio sulla rete autostradale che sfiora quota 2,30 euro al litro in modalità self service. Secondo i dati diffusi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), attraverso l’Osservatorio sui prezzi, il diesel ha raggiunto una media di 2,296 euro al litro, in crescita rispetto ai 2,278 euro del giorno precedente.
In autostrada, la benzina self service viene invece indicata a 2,050 euro al litro. Sull’intera rete stradale nazionale, i prezzi medi risultano pari a 2,030 euro per la benzina e 2,257 euro per il gasolio.
I rincari rischiano di aggravare ulteriormente i costi di famiglie e imprese, in un momento già segnato dalle proteste degli autotrasportatori, con lo sciopero annunciato fino al 20 ottobre.
Codacons: “Gasolio più caro del 40% rispetto al 2025”
A lanciare l’allarme è il Codacons, secondo cui il prezzo medio del gasolio è aumentato di quasi il 40% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. L’associazione dei consumatori segnala un rincaro di 63,3 centesimi al litro, con un aggravio di circa 31,65 euro per un pieno di diesel sulla rete ordinaria.
Anche la benzina ha registrato un aumento significativo: secondo i dati citati dall’associazione, il prezzo è cresciuto del 19,7% in un anno, con una spesa aggiuntiva di circa 16,70 euro per rifornimento.
Il Codacons chiede inoltre chiarimenti sulle accise mobili, il meccanismo annunciato dal governo per contenere i prezzi sfruttando il maggior gettito Iva derivante dai rincari. Secondo l’associazione, la misura sarebbe dovuta entrare in vigore il 6 ottobre, ma resta da chiarire quale sia il suo stato di attuazione.
Energia, conto da oltre 200 miliardi nel 2026
L’aumento dei carburanti si inserisce in un quadro più ampio di rincari energetici. Secondo la Cna, la spesa complessiva per benzina, gasolio, elettricità e gas potrebbe raggiungere 206 miliardi di euro nel 2026, contro i 172,5 miliardi stimati per il 2025. Si tratterebbe di un incremento di oltre 33 miliardi, con prezzi finali medi superiori del 20% rispetto all’anno precedente.
Le conseguenze riguarderebbero sia le famiglie sia il sistema produttivo. Per i nuclei familiari italiani, l’aggravio medio potrebbe superare i 500 euro all’anno, mentre per le imprese la spesa aggiuntiva stimata sarebbe superiore a 4.500 euro.
Le proiezioni della Cna delineano anche scenari alternativi: con un aumento del 10% dei prezzi finali di elettricità e gas e carburanti ai livelli attuali, il conto arriverebbe a circa 195 miliardi. Con rincari del 30%, invece, la spesa complessiva potrebbe salire fino a 217 miliardi di euro.
