Continua la protesta degli autotrasportatori, al Sud scaffali quasi vuoti. E intanto il petrolio torna sopra i 110 dollari al barile (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
Mentre al Sud prosegue la protesta degli autotrasportatori che oggi incontreranno il ministro Salvini, le quotazioni del petrolio tornano a salire sui mercati. Il Brent, il greggio di riferimento internazionale, supera i 110 dollari al barile portandosi a 110,89 con una crescita dell’1,22%. Il Wti americano, dopo la chiusura di ieri a 103,6 dollari è scambiato a 104,11 dollari. In salita anche il gas che ad Amsterdam viaggia a 88,42 euro al Megawattora (+0,43%).
Il petrolio sale e le borse scendono. Proseguono infatti i cali sui principali listini europei, con le borse del Vecchio Continente che registrano un avvio di seduta in rosso a causa delle trimestrali (dopo la chiusura di ogni trimestre finanziario le aziende sono tenute a comunicare ricavi e profitti ndr) e di un contesto di tensioni alimentato dalle proteste in diversi Paesi europei. I future dell’Euro Stoxx al momento viaggiano in ribasso dello 0,55%, con Milano accusa i cali più marcati: – 2,03%. A Francoforte il calo è più contenuto: -0,23%. In forte rosso anche Parigi a -1,78%, nel giorno in cui il Parlamento voterà sulla prima parte della legge di bilancio. Vanno male anche i listini asiatici, con il Nikkei che in questo momento cede l’1,5%.
Continua la protesta degli autotrasportatori, al Sud scaffali vuoti
Gli aumenti del petrolio con molta probabilità andranno a colpire il settore degli autotrasportatori già messo in ginocchio. La loro protesta nelle regioni del Sud proseguendo. Le sigle sindacali si dicono tuttavia fiduciose dell’incontro che si svolgerà oggi tra i loro rappresentanti e il ministro Salvini.
Dalla A1 Milano-Napoli la mobilitazione è intanto arrivata al porto commerciale di Napoli con blocchi all’ingresso dello scalo. Aumentano i blocchi stradali anche in Calabria e cresce il numero dei messi pesanti che partecipano ai presidi alle porte di Potenza in Basilicata. A Bari è in corso una protesta sotto la sede della Regione Puglia, con il presidente Antonio Decaro che ha annunciato l’apertura di un tavolo con le altre Regioni del Mezzogiorno. Sempre in Puglia, all’alba di oggi si è svolto un corteo formato da decine di trattori e tir che, partendo da Bitonto, hanno attraversato la provinciale 231 per raggiungere il presidio di Bari.
A causa della paralisi, la distribuzione della merce nei supermercati è a rilento. In alcune province della Campania come Caserta e Napoli, della Calabria, soprattutto a Catanzaro, e in alcune zone della Sicilia si incominciano a vedere i primi scaffali vuoti, con i prodotti freschi particolarmente colpiti.
Oggi l’incontro con Salvini
Proteste anche in Sicilia dove il Cts, Comitato Trasporto Siciliano, ha ribadito che la propria azione di protesta si limita esclusivamente alla mancata movimentazione dei semirimorchi dalle navi: “Tutti i mezzi della sigla rimarranno fermi all’interno dei rispettivi piazzali aziendali in attesa di un confronto diretto con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, finalizzato alla sottoscrizione degli impegni necessari per lo sblocco dei fondi destinati all’autotrasporto e conferma la disponibilità al dialogo: non appena il ministro Salvini firmerà formalmente gli impegni presi, il fermo dei porti siciliani verrà immediatamente revocato”.
Salvatore Bella, coordinatore del Comitato trasportatori siciliani, in vista dell’incontro sul caro carburante a cui parteciperanno i rappresentanti delle principali sigle dell’autotrasporto ha dichiarato: “Ringraziamo dell’invito fatto al Cts del ministro Salvini, siamo fiduciosi che accoglierà le nostre richieste e che potremmo così domani stesso revocare il fermo e riprendere le nostre attività nei porti siciliani”.
