Fare rifornimento di diesel (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Il diesel domina la scena, ribaltando ogni gerarchia: da carburante “povero” a protagonista assoluto di un’economia sotto pressione. Lungo l’autostrada, tra code e rallentamenti causati da una bisarca ribaltata verso la Valdastico, si consuma un viaggio emblematico dell’Italia di oggi.
A bordo di un camion che consuma un litro ogni 4 o 5 chilometri, si trasportano centinaia di taniche vuote, leggere singolarmente ma pesanti nel complesso: fino a 100 quintali di plastica per un valore di circa tremila euro. Un paradosso che racconta molto del sistema produttivo.
Le taniche sembrano quasi prendere vita e spiegare la logica economica del momento: “Vedete? – dicono – di nostro, appena uscite dallo stampo, noi non costiamo quasi niente. Siete voi che ci fate belle, voi che ci scarrozzate”. E ancora: “Lo sentite il motore che gira? Ecco, ad ogni chilometro che fate noi aumentiamo di valore”. Un sistema in cui tutto si trasforma, dove anche il petrolio diventa protagonista due volte: nel carburante e nei materiali trasportati.
Autotrasporto in difficoltà: ritardi, limiti e rincari
Il viaggio verso Brescia si trasforma presto in una corsa contro il tempo. Due ore di ritardo rischiano di compromettere una seconda consegna a Piovene Rocchette. Per gli autotrasportatori come Igor Sartori, ogni minuto perso ha un costo preciso.
“Noi camionisti possiamo guidare per nove ore al massimo, due ore da fermi sono due ore sottratte al lavoro e quindi al reddito”, spiega. Un limite normativo che, in condizioni normali, garantisce sicurezza ma che, in tempi di crisi, amplifica le difficoltà.
Il problema principale resta però il prezzo del carburante. Nonostante lo sconto governativo, “lo sconto di 0,229 al litro in fattura concessoci dal governo non copre più gli ultimi aumenti, noi ci perdiamo minimo 10 millesimi al litro di gasolio ogni volta che facciamo il pieno”.
Numeri che pesano: 15 mila litri consumati in tre mesi da quattro camion. Una situazione che spinge la categoria verso la protesta, con possibili mobilitazioni già annunciate per aprile.
Imprese e famiglie sotto pressione: effetti a catena
Il rincaro del gasolio non colpisce solo i trasportatori, ma si riflette su tutta la filiera produttiva. A Brescia, la consegna delle taniche alla ditta di detersivi guidata da Flavia Bettari racconta un’altra faccia della crisi.
“Questa situazione è peggio di quella vissuta con il Covid”, afferma, evidenziando aumenti delle materie prime fino al 20%. “Per starci dentro dovremo adeguare i prezzi“, aggiunge, sottolineando l’impossibilità di programmare: “Ogni giorno è un’incognita, ogni mattina un colpo di scena e noi non si sa più programmare niente”. Le conseguenze arrivano fino alle famiglie: “Qui vai al supermercato e ti trovi uno scontrino da duecento euro per una spesa. Non può andare avanti così“.
Anche altri settori soffrono. Chi lavora negli appalti pubblici riesce a resistere, ma nel privato la situazione è più critica. Il rischio è concreto: molte imprese potrebbero non reggere a lungo.
Nel viaggio di ritorno resta una certezza: tutto, dal cruscotto ai sedili, è legato al petrolio. E mentre i prezzi continuano a salire – fino a oltre 2,47 euro al litro nei distributori come quello di Soave – il sistema economico italiano mostra tutta la sua fragilità, sospeso tra rincari, incertezze e un futuro sempre più difficile da prevedere.
