Diesel, il governo prende tempo: possibile nuova proroga del taglio delle accise (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Il governo potrebbe prendere ancora qualche giorno di tempo sul fronte del caro carburanti. Le nuove misure selettive annunciate per aiutare i consumatori maggiormente penalizzati dai rincari sono ancora in fase di definizione e potrebbero non arrivare al Consiglio dei ministri previsto per mercoledì 16 settembre. Torna quindi sul tavolo l’ipotesi già adottata nelle scorse settimane: estendere nuovamente il taglio delle accise sul diesel, attualmente in scadenza giovedì 17 settembre.
L’idea allo studio sarebbe quella di mantenere lo sconto per altri sette giorni, utilizzando questo intervento come misura-ponte in attesa di definire il nuovo sistema di sostegni. Il provvedimento attualmente in vigore è stato approvato dal Consiglio dei ministri il 10 settembre e prevede una riduzione di 14 centesimi al litro sull’accisa. Considerando anche l’Iva, lo sconto effettivo alla pompa arriva a circa 17 centesimi al litro. La proroga di una settimana decisa nei giorni scorsi ha comportato un costo di circa 86 milioni di euro.
Il nuovo piano del governo e la data del 22 settembre
L’obiettivo dichiarato dall’esecutivo è però quello di superare gradualmente gli interventi generalizzati per concentrarsi su aiuti destinati alle categorie maggiormente interessate dai rincari. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva annunciato un cambio di strategia, spiegando di voler arrivare a “un provvedimento più targettizzato verso i consumatori e i fruitori che hanno maggiormente bisogno”. La premier aveva inoltre indicato la necessità di uno strumento “facile, immediato per i cittadini, che non crei confusione”, dichiarandosi “molto ottimista” sulla possibilità di approvarlo entro la settimana.
I tempi, tuttavia, potrebbero dilatarsi. Nella maggioranza restano posizioni differenti: una parte considera ancora possibile approvare le nuove misure nel prossimo Cdm, mentre un’altra ritiene più probabile una nuova proroga delle accise per guadagnare tempo. A complicare il quadro ci sono sia la definizione della platea dei beneficiari sia l’individuazione delle risorse necessarie.
Una proroga di sette giorni consentirebbe inoltre di arrivare al 22 settembre, data importante per i conti pubblici. Quel giorno l’Istat pubblicherà l’aggiornamento dei dati relativi a Pil e indebitamento delle amministrazioni pubbliche. Nella stima del 2 marzo, il deficit italiano del 2025 era stato calcolato al 3,1% del Pil, in miglioramento rispetto al 3,4% del 2024.
I dubbi dei tecnici sulle coperture
Secondo le valutazioni che circolano nella maggioranza, un eventuale rapporto tra deficit e Pil al di sotto della soglia del 3% potrebbe incidere sul percorso dell’Italia verso l’uscita dalla procedura europea per disavanzo eccessivo. Per la chiusura formale della procedura, però, non è sufficiente scendere una sola volta sotto il limite: la riduzione deve essere considerata riuscita e duratura e deve rispettare il percorso previsto dalle regole europee.
Sul fronte interno resta inoltre aperta la questione delle coperture finanziarie. I tecnici parlamentari hanno infatti sollevato diversi interrogativi sulle quantificazioni utilizzate nei decreti che negli ultimi mesi hanno prorogato il taglio delle accise.
Nel documento predisposto per la verifica delle quantificazioni vengono segnalate difficoltà nel ricostruire con precisione tutti gli effetti delle riduzioni fiscali. Sulla base delle relazioni presentate, i tecnici spiegano di aver potuto ricostruire soltanto alcuni degli effetti principali, mentre “non è stato possibile verificare in modo puntuale” l’impatto sulle entrate e sulle spese relative ad accise, Iva, Ires e Irap. Una delle difficoltà deriva anche dal fatto che le relazioni tecniche riportano i volumi complessivi del gasolio, senza fornire tutti gli elementi necessari per ricostruire nel dettaglio le singole quantificazioni.
