La carta non muore: La Settimana Enigmistica e Tex resistono al digitale e continuano a guadagnare (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Il digitale ha trasformato profondamente il modo di informarsi, divertirsi e consumare contenuti, mettendo in difficoltà gran parte dell’editoria tradizionale. Eppure esistono realtà che sembrano aver trovato la formula per attraversare questa trasformazione senza perdere il proprio pubblico. Sono marchi conosciuti da generazioni, legati a settori diversi come l’enigmistica, la televisione, lo spettacolo e il fumetto, che continuano a puntare sulla carta e riescono a ottenere risultati economici significativi.
Il loro punto di forza sembra essere una combinazione tra tradizione e capacità di adattamento. Prodotti rimasti fedeli alla propria identità hanno modificato nel tempo grafica, contenuti e modalità di presentazione, cercando di intercettare anche le nuove abitudini dei lettori. Un modello che, nonostante la concorrenza di internet e dei contenuti gratuiti disponibili online, continua a dimostrare una propria solidità.
La Settimana Enigmistica, 13 milioni di utile
Tra gli esempi più significativi c’è La Settimana Enigmistica, una pubblicazione che ha attraversato quasi un secolo di storia italiana. Il primo numero uscì a Milano il 23 gennaio 1932. In copertina compariva l’attrice messicana Lupe Vélez, mentre all’interno i lettori trovavano anche il primo cruciverba accompagnato dalle istruzioni per risolverlo. La rivista costava allora 50 centesimi di lira e veniva pubblicata ogni sabato.
Da quel primo numero sono trascorsi oltre novant’anni e il settimanale ha continuato a essere pubblicato quasi senza interruzioni. Nel 2025 il bilancio si è chiuso con un utile superiore ai 13 milioni di euro, confermando la solidità di un marchio tra i più longevi dell’editoria italiana. Nel corso del tempo sono cambiati l’aspetto grafico e l’offerta dei giochi, ma senza abbandonare gli elementi che hanno contribuito a costruirne l’identità.
Un percorso simile riguarda anche Tex, altro storico protagonista della cultura popolare italiana. Nato nel 1948, il fumetto ha attraversato decenni di cambiamenti nel mercato editoriale continuando a mantenere un pubblico affezionato e trasversale alle generazioni.
