Manovra, libretto previdenziale per i neonati, congedi più lunghi e pensione a 64 anni: tutte le novità (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Tra le novità previste dalla manovra di Bilancio c’è il libretto previdenziale alla nascita, uno strumento pensato per costruire un capitale destinato ai più giovani. Al momento non sono ancora disponibili simulazioni ufficiali del governo italiano, ma per comprendere le potenzialità della misura si può guardare al modello introdotto in Germania il 12 agosto.
La proposta italiana prevede un contributo pubblico di 100 euro all’anno dalla nascita fino al compimento dei 18 anni, per un totale di 1.800 euro. Le somme verrebbero investite attraverso Cassa depositi e prestiti. Il sistema tedesco, invece, riconosce 120 euro annui dai 6 ai 18 anni, per un investimento complessivo di 1.440 euro.
Secondo le stime del governo di Berlino, considerando esclusivamente i versamenti pubblici, il capitale potrebbe raggiungere circa 53mila euro al compimento dei 65 anni. Se le famiglie aggiungessero altri 120 euro all’anno fino alla maggiore età, il montante salirebbe a 107mila euro. Con un contributo familiare di 240 euro annui, invece, si arriverebbe a 160mila euro. Le proiezioni si basano su un rendimento medio del 7%, un’ipotesi che potrebbe risultare ottimistica.
Congedi parentali, più mesi retribuiti per le famiglie con figli
La manovra interviene anche sui congedi parentali, aumentando i mesi retribuiti all’80% dello stipendio e utilizzabili entro i sei anni del bambino. La novità prevede un incremento progressivo in base al numero dei figli: quattro mesi per il primo, cinque per il secondo e sei dal terzo in poi.
Per comprendere l’impatto economico della misura, si può considerare il caso di un lavoratore con uno stipendio lordo mensile di 2.000 euro. Durante il congedo retribuito all’80% riceverebbe 1.600 euro, mentre con l’indennità al 30% l’importo scenderebbe a 600 euro. La differenza è quindi di 1.000 euro al mese.
Per una famiglia con tre figli, il totale dei mesi retribuiti all’80% passerebbe dagli attuali nove a quindici. Si tratta di sei mesi aggiuntivi, che comporterebbero un beneficio economico stimato in 6.000 euro lordi.
Previsto anche un sostegno per i genitori lavoratori autonomi, che non possono usufruire dei congedi parentali: un voucher per baby-sitting e servizi per l’infanzia fino a 500 euro mensili, per un massimo di tre mesi e un importo complessivo di 1.500 euro.
Pensione anticipata a 64 anni: assegno ridotto del 10,6%
Sul fronte previdenziale, la manovra di Bilancio introduce un fondo da 850 milioni di euro destinato alla flessibilità in uscita. Non viene però prevista direttamente una nuova possibilità generalizzata di pensionamento anticipato a 64 anni. Le modalità di accesso dovranno essere definite da un decreto-legge previsto a gennaio.
La misura potrebbe interessare soprattutto i lavoratori che hanno iniziato a versare contributi prima del 1996, mentre per chi ha cominciato successivamente il pensionamento a 64 anni è già previsto dal sistema contributivo, in presenza dei requisiti richiesti.
Per chi rientrasse nella nuova possibilità di uscita anticipata, il prezzo da pagare sarebbe un assegno più basso, perché ricalcolato interamente con il metodo contributivo. Secondo uno studio della Cgil, la riduzione media sarebbe del 10,6%.
Un esempio riguarda un lavoratore con 40 anni di contributi e una retribuzione annua di 35mila euro: la pensione passerebbe da 1.726 a 1.543 euro mensili, con una perdita di circa 182 euro al mese.
A questo si aggiunge un altro intervento previsto dalla manovra: il taglio del meccanismo di indicizzazione per le pensioni superiori a quattro volte il trattamento minimo, attualmente pari a 2.447 euro. Una modifica che potrebbe determinare perdite più consistenti soprattutto per chi percepisce assegni previdenziali elevati.
