Ermafrodito del Panormita: sesso e volentieri, siamo umanisti! Riscoperta d’un classico

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 settembre 2017 7:00 | Ultimo aggiornamento: 11 settembre 2017 14:56
Ermafrodito del Panormita: sesso e volentieri, siamo umanisti. Riscoperta d'un classico

Ermafrodito del Panormita: sesso e volentieri, siamo umanisti. Riscoperta d’un classico

ROMA – Ermafrodito del Panormita: sesso e volentieri, siamo umanisti! Riscoperta d’un classico. Torna in libreria un classico, meglio dire un capolavoro minore dell’Umanesimo quattrocentesco alla riscoperta dei classici latini: l'”Hermafroditus” di Antonio Beccadelli, in arte il Panormita (da Panormum, Palermo, città dove nacque nel 1394).

L’edizione (Il Panormita, Ermafrodito, pagg. 202, € 15) proposta da Einaudi nella collezione di Poesia con la traduzione dall’originale in lingua latina e la curatela di Nicola Gardini, dà conto di quella fioritura umanistica italiana che restituì, tramite i classici latini e greci, dignità e cittadinanza letterarie alle opere più licenziose, strappando l’erotismo al dominio della morale.

Come sostiene Gardini, dunque, «la sconcezza non va presa per pornografia. È letteratura. Tanta immonda attività emana da altrui libri; prima che recitazione di un privato presente, è citazione (…). Ma la storia della poesia latina quattrocentesca comincia a costituirsi proprio da qui, nell’Ermafrodito, in questo bislacco capolavoro corpolalico». (Armando Massarenti, Il Sole 24 Ore)

Fine umanista, poeta, cortigiano e panegirista alla corte di Alfonso V d’Aragona a Napoli, il Panormita si ispirò al mito del fanciullo Ermafrodito che unendosi alla ninfa Salmace aggiungeva quelli femminili ai suoi attributi sessuali: per questo la sua opera allude a un pansessualismo che comprende etero e omo, mangiatrici di uomini, sileni e pederasti. L’altra faccia dell’amor cortese e della donna angelicata. Il reale contro il platonico. La resistenza del corpo al biasimo dell’ideale. Libertinaggio ed erotismo, banditi dalle fobie medievali, ricominciano da dove avevano interrotto: tra le lenzuola, nei lupanari, sulle pagine di un volume di poesia.

Hic obscena loqui simul et patrare licebit
nec tinget voltus ulla repulsa tuos.
Hic – quod et ipse potes, quod et ipse
diutius optas –
quantum vis futues et futuere, liber!

Qui sarà consentito dire e fare sconcezze
né ripulsa t’arrossirà la faccia.
Qui, come puoi e da tanto vai sognando,
mio libro,
scoperai quanto vuoi e sarai scopato! (Il Panormita, Ermafrodito. Einaudi Poesia)

Privacy Preference Center

Necessari

installato da wordpress di default, non vengono utilizzati in alcun modo

wordpress

Advertising

Analytics

Utilizzati per stimare il traffico del sito

_ga,_gat,_gid,WT

Other