Olocausto, Eva Kor e il libro The Twins of Auschwitz: quando Mengele le iniettò un virus letale

di Caterina Galloni
Pubblicato il 6 Agosto 2020 6:42 | Ultimo aggiornamento: 5 Agosto 2020 21:09
Olocausto, Ansa

Olocausto, Eva Korr e il libro The Twins of Auschwitz: quando Mengele le iniettò un virus letale (foto d’archivio Ansa)

Olocausto, Eva Kor e il libro The Twins of Auschwitz: quando Mengele le iniettò un virus letale.

Eva Kor, sopravvissuta all’Olocausto che ha perdonato pubblicamente i nazisti e Josef Mengele, nel libro “The Twins of Auschwitz” ha rivelato che a 10 anni il dottor Morte le aveva iniettato un virus letale.

L’obbiettivo di Mengele era che morisse, poi uccidere con un’iniezione di cloroformio al cuore la gemella Miriam così da poter eseguire l’autopsia su entrambe e confrontare a poche ore dalla morte in due corpi identici, gli organi sani e quelli malati.

Ma Eva era miracolosamente sopravvissuta.

Miriam fu sottoposta a molti esperimenti, tra cui delle iniezioni che bloccarono la crescita dei reni.

Rimasero per sempre come quelli di un bambino di 10 anni.

Eva è morta a Cracovia nel 2019 all’età di 85 anni durante un viaggio di istruzione in Polonia nei luoghi simbolo della Shoah, tra cui il campo di concentramento.

Nel libro “The Twins of Auschwitz”, che il 6 agosto sarà pubblicato in una versione postuma aggiornata, ha condiviso l’esperienza nel lager e gli esperimenti a cui è stata sottoposta dall'”angelo della morte”.

Le gemelle e la famiglia arrivarono dalla Romania ad Auschwitz nell’estate del 1944, avevano 10 anni. Furono separate dai genitori e dalle sorelle maggiori e tenute con altri 3000 gemelli in una baracca speciale del campo di sterminio. Mengele, un medico nazista, sfruttava i campi di sterminio per portare avanti i suoi controversi studi scientifici.

Aveva un interesse particolare per i gemelli, poiché pensava che fossero in possesso della chiave per moltiplicare la razza ariana.

Anni dopo l’esperienza traumatica, Eva aveva perdonato pubblicamente i nazisti, incluso Mengele, per i crimini commessi.

Eva ha sempre ribadito che non sapeva a quali esperimenti fosse stata sottoposta o quali sostanze le siano state iniettate.

Forse il virus del beriberi o della febbre maculosa ma non l’ha mai saputo con certezza.

Ma gli esperimenti condotti sulla gemella Miriam avevano inciso sulla sua crescita, afflitta da dolori per il resto della sua vita. “In seguito ho appreso che Mengele voleva scoprire il segreto dei gemelli.

Un obiettivo dei suoi esperimenti era quello di poter creare numerosi bambini con i capelli biondi e gli occhi blu per aumentare la popolazione tedesca”, ha scritto Eva in The Twins of Auschwitz. “Hitler definì gli Ariani, i tedeschi biondi, con gli occhi azzurri e la pelle chiara, “la razza superiore” e noi eravamo le sue cavie umane”.

Per studiare altre “anomalie” naturali e cercare di capire come prevenire la mutazione genetica, i soggetti della ricerca di Mengele includevano nani, persone con disabilità e rom”, ha scritto Eva.

Gli studi condotti sui gemelli controllavano la somiglianza fisica e psicologica dei gemelli rinchiusi ad Auschwitz, attraverso misurazioni ed esercitazioni sulle coppie.

“Misuravano i lobi delle orecchie, i ponti dei nasi, le dimensioni delle labbra, la larghezza, la forma e il colore degli occhi. Attraverso una tabella, hanno confrontato la tonalità di blu degli occhi di Miriam con il blu dei miei occhi”, ha raccontato Eva.

La vita dei gemelli era programmata sul tempo trascorso nei laboratori di Mengele, dove erano sottoposti a interventi bizzarri e dolorosi.

“Tre giorni alla settimana eravamo costretti a marciare per andare nei laboratori di Auschwitz e sottoporci a studi intensivi che ci stremavano”. 

Miriam ed Eva sopravvissero entrambe al campo di concentramento e furono liberate dall’Armata Rossa il 27 gennaio 1945.

Tornarono a Portz, nella Romania centrale, nella fattoria che la famiglia possedeva prima della guerra. Scoprirono che i genitori e le sorelle maggiori non erano sopravvissuti ai campi di sterminio.

Era rimasta solo una zia che riuscì a farle trasferire in Israele così da sfoggire al potere comunista. Nel libro Eva spiega come ha incontrato il marito Michael Kor nel 1960, lo ha sposato nel giro di poche settimane. Andarono negli Stati Uniti e si stabilirono nell’Indiana.

La coppia ebbe due figli e nel libro rivela che erano vittime di bullismo poiché Eva non era “come le altre mamme”. (Fonte: Daily Mail).