Philip Roth contro Wikipedia: “Errore sul mio romanzo, correggetelo”

Pubblicato il 8 settembre 2012 0:35 | Ultimo aggiornamento: 8 settembre 2012 0:36
Philip Roth

Philip Roth (LaPresse)

NEW YORK – Lo scrittore Philip Roth lancia la sua “guerra” a Wikipedia. Dopo aver cercato, invano, di correggere una voce dedicata al suo romanzo “La Macchia Umana”, Roth ha scritto una lettera aperta al New Yorker. Un vero e proprio attacco in un lungo monologo dedicato al processo attraverso cui si costruisce l’immaginazione degli scrittori.

Nella lettera Roth scrive: ”Cara Wikipedia, sono Philip Roth. Di recente ho letto un grave errore che avrei voluto veder corretto: un errore entrato in Wikipedia non dal mondo della verità ma dal bla bla del pettegolezzo letterario. E che non ha alcun fondo di verità”.

L’autore di ‘Pastorale Americana’ ha rivelato di aver chiesto la correzione ”attraverso un interlocutore ufficiale” all’enciclopedia fondata da Jimmy Wales, ma di essersi sentito rispondere che ”io, Roth, non ero una fonte credibile”. E perché? Capiamo l’argomentazione che l’autore è la massima autorità sul suo lavoro, ma le nostre regole – aveva spiegagto Wikipedia – richiedono il conforto di ”fonti secondarie”.

Nodo del contendere, l’illazione di Wikipedia che il personaggio centrale della ‘Macchia Umana’, il professore accusato di razzismo Coleman Silk sia stato ispirato dalla vita dello scrittore Anatole Broyard. ”Nulla di più falso”, secondo Roth che invece spiega come il romanzo tragga origine da un ”evento infelice” nella vita del suo defunto amico Malvin Tumin, sociologo a Princeton per circa trent’anni.

Tumin, come Silk, usò nei confronti di due studenti di colore che non si erano mai presentati a lezione una parola a doppio senso: ‘spooks’ che significa ‘fantasma ma anche un peggiorativo per neri’. Ne era seguita un’inchiesta accademica durata anni da cui il professore di Princeton era uscito assolto ma psicologicamente con le ossa rotte.

Roth ha poi aggiunto che  “la scrittura di un romanzo è per il romanziere un gioco di immaginazione. Come quasi tutti gli scrittori che conosco io sapevo di avere quello che Henry James chiamò una volta ‘il germe’, nel mio caso i guai di Tumin a Princeton. Da lì sono andato avanti a inventare la sua amante Faunia Farley, Les Farley, Coleman Silk, le origini della famiglia di Silk, i suoi colleghi amici e ostili, la moglie, la sorella insegnante e così via, altri cinquemila frammenti biografici che messi assieme creano il personaggio immaginario al centro di un romanzo”.