Polonia, Ungheria…non dovevano entrare. Metterle fuori? Velleitario, come velleitario piegarle

di Riccardo Galli
Pubblicato il 18 Novembre 2020 11:15 | Ultimo aggiornamento: 19 Novembre 2020 10:28
Polonia, Ungheria...non dovevano entrare. Metterle fuori? Velleitario, come velleitario piegarle

Polonia, Ungheria…non dovevano entrare. Metterle fuori? Velleitario, come velleitario piegarle (Orban nella foto Ansa)

Polonia, Ungheria e non solo loro: è stato un errore far entrare in massa i paesi dell’Est europeo nella Ue. Errore di ideologia, non di generosità.

Errore commesso da premier e classi dirigenti dei paesi democratici d’Europa su Ungheria e Polonia, certi e sicuri che fosse sufficiente “evangelizzare” paesi e società ex comunisti, anzi sovietici con le liturgie della libertà e l’acqua santa dell’euro.

MISSIONE INCOMPIUTA, MISSIONE FALLITA

La missione, alla luce dei fatti davvero impossibile, di far diventare democrazie liberali società e paesi che per secoli hanno ignorato se non respinto entrambi i termini, sia la democrazia che il liberalismo, è incompiuta, anzi fallita. L’idea di battezzarle democrazie liberali e che il battesimo fosse l’adesione, l’ingresso nella Ue, sta producendo danno e non poco alle democrazie liberali.

VISEGRAD, SINDACATO DI BLOCCO E DI BOICOTTAGGIO

Visegrad, cioè con questa denominazione il sottogruppo di paesi membri della Ue che la Ue regolarmente bloccano o boicottano. Polonia, Ungheria e in generale i paesi dell’ex Est europeo.

Blocco di ogni accordo sui migranti: non ne vogliono uno in casa, non vogliono redistribuzioni, non vogliono dividerli con i soci della Ue. 

Blocco e boicottaggio di ogni accordo finanziario. Fino all’ultimo blocco e boicottaggio, niente meno che del Recovery europeo.

UNGHERIA, POLONIA…NON VOGLIONO ESSERE INQUINATE DA LASSISMO OCCIDENTALE

Ungheria e Polonia e altri paesi del blocco, governi (già forse regimi) che non vogliono essere inquinati da ciò che viene da occidente. Non certo dalla democrazia liberale all’occidentale. Niente magistratura che non prenda ordini dal governo. Diritto del governo di farsi la legge elettorale che non consente all’opposizione di diventare mai maggioranza. Stampa e tv e reti di comunicazioni ossequienti  verso il governo, altrimenti chiuse, con le buone o le cattive. Principi di teocrazia, altro che Stato laico, in Polonia. Principi di legislazione razziale in Ungheria.

E, non certo a caso, tassi di neonazismo militante nei paesi dell’ex est sovietico più alti che in ogni altro paese dell’Europa occidentale. 

PERO’ DALLA UE INCASSANO MILIARDI

Però Polonia e Ungheria ed est ex sovietico che vogliono essere padroni in casa loro, padroni anche di respingere e disprezzare e combattere principi e pratiche delle democrazie liberali, da queste democrazie e di queste democrazie liberali non respingono anzi accettano, anzi pretendono i miliardi Ue. Miliardi con cui stanno in piedi, soprattutto l’Ungheria di Orban. Prendono in miliardi dalla Ue più di quanto versino. Ma alla Uer sbattono la porta in faccia quando si tratta di…tutto. Migranti, carbone, Stato di diritto…Polonia e Ungheria vogliono fare come loro pare, con i soldi della Ue e impedendo alla Ue di fare qualunque cosa loro non aggradi.

MALEDETTA UNANIMITA’ E IL RICATTO DEL VETO

Le decisioni, molte delle decisioni Ue sono per accordo tra i paesi membri valide e praticabili solo se prese all’unanimità. Questo fa dei paesi di blocco e boicottaggio i detentori di un potere di ricatto permanente. L’ultimo ricatto: se legate i fondi, i miliardi del Recovery al rispetto del cosiddetto Stato di diritto (libere elezioni, libera stampa, magistratura indipendente, no legislazione su base etnica), allora noi mettiamo il veto e vi mettiamo la corda al collo.

UNGHERIA E POLONIA, RICATTO CERTO, PROBABILE BLUFF

Il ricatto di Polonia e Ungheria è certo ed ufficiale. Con tutta probabilità è anche un bluff. Ma un bluff che riuscirà perché nessuno ha davvero le carter per andare, come si dice, a vederlo il bluff. 

Bluff perché se davvero i miliardi del Recovery europeo non arrivassero bloccati dal permanere del veto di Polonia e Ungheria, allora anche per Polonia e Ungheria sarebbe una rovina. Quei miliardi a Varsavia e a Budapest servono, ci campano. Quindi bluff. Ma riuscirà perché alla fine di questa storia c’è una annacquata minestra di parole in cui si farà finta di garantire, sulla carta, lo Stato di diritto e una fetta di denaro europeo in più a Polonia e Ungheria per far loro bere questa innocua pozione di principi e valori che continueranno a non rispettare e a violare.

Andare a vedere davvero il bluff sarebbe espellere dalla Ue governi che violano i principi fondanti della democrazie liberali. Detto in maniera cruda, non dovevano essere accolti dentro la Ue e ora dovrebbero essere messi fuori. Ma è velleitario pensarlo. Qui e ora semplicemente non si può, bisogna tenerseli.

PIEGARLI? ILLUSIONE NEANCHE TANTO PIA

Ma se non possono essere messi fuori dalla Ue paesi che violano, anzi disprezzano lo Stato di diritto e dei diritti, se questo è impraticabile e velleitario, allora cosa è, di che cosa è fatta l’idea di piegarli con le risoluzioni del Parlamento europeo o con le dichiarazione di Stato di diritto principio non negoziabile? Piegarli è una illusione neanche tanto pia. Predicare e sventolare l’illusione avrà alla fine l’effetto di portare una quota parte di Recovery più grande nella casse di Ungheria e Polonia.