Renzi e il Pd al gioco delle tre carte

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 24 novembre 2017 4:56 | Ultimo aggiornamento: 23 novembre 2017 15:56
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Renzi e il Pd al gioco delle tre carte

ROMA – Giuseppe Turani ha scritto questo articolo dal titolo “Il gioco delle tre carte” anche sul sito Uomini & Business.

Grazie al cielo i lavori per il centrosinistra largo sono finiti. Adesso ognuno deve giocare la propria partita. Deve buttare sul tavolo le carte che ha e cercare di raccogliere quanti più voti può. La partita sembra difficile soprattutto per il Pd di Renzi, stretto fra l’onda di destra guidata da Berlusconi e i populisti grillini. Ai quali vanno aggiunti anche i fuorusciti dal Pd.

Inoltre (e si vedrà se alla nuova Leopolda accade qualcosa), il Pd renziano deve anche fare chiarezza su almeno due questioni:

1 – La prima è l’Europa. Nella narrazione renziana è sempre stata vista come una mamma cattiva, che andava convinta a concedere più flessibilità (cioè debiti) all’Italia. Adesso questa stessa Europa dice che i margini di flessibilità concessi all’Italia sono finiti, stop. Già concesso fin troppo. Che si fa? Si continua la battaglia per la libertà di fare debiti o, alla fine, ci si adegua e si mette la testa a posto? Sposando un’Europa che vuole i paesi con i conti in ordine?

2 – La seconda questione è quella indicata da Calenda nella sua ultima intervista: basta con il ricorso a temi populisti da parte dei grandi partiti. Insomma, facciamo le persone serie. Basta copiare Grillo e inseguirlo lungo le sue deliranti proposte.

In più, bisognerebbe avere qualche idea capace di smuovere l’interesse della gente, magari anche di quel ceto medio riflessivo che sta al Nord e che oggi non si sente attirato dalla politica perché vede solo progetti vaghi e inconsistenti.

Insomma, oggi sappiamo benissimo che cosa vogliono Berlusconi (prendere voti, poi si vedrà) e Grillo (la stessa cosa). Più sfumato è che cosa vuole il Pd di Renzi. Vuole continuare a tagliare le tasse facendo debiti o vuole proclamare di nuovo la necessitò di riforme serie? La differenza fa un partito rifomista e liberal-democratico e un semplice aggregato elettorale sta tutta qui: riforme contro meno tasse. Ogni altra proposta è solo gioco delle tre carte. Si vedrà che cosa dicono alla Leopolda.