Salvini, Di Maio, Spadolini e le donne: a letto la storia d’Italia

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 25 maggio 2019 14:23 | Ultimo aggiornamento: 25 maggio 2019 14:23
Salvini, Di Maio, Spadolini e le donne: a letto la storia d'Italia

Salvini, Di Maio, Spadolini e le donne: a letto la storia d’Italia (Ansa)

ROMA – Salvini, Di Maio e Spadolini, tre personaggi agli antipodi della storia d’Italia. Il loro rapporto, e quello degli italiani, con le donne è il tema di questo articolo di Giuseppe Turani, pubblicato anche su Uomini & Business, è desolante.

Si vota, e poi si conteranno i voti. Andrà bene, andrà male? Nessuno lo sa. I sondaggi che filtrano, nonostante la stupida proibizione, sono contraddittori. Quindi nessuno sa niente.

Ci sono solo dei timidi segnali incoraggianti. Salvini, il capitan Fracassa di queste elezioni, ormai riesce a parlare solo se protetto da imponenti forze di polizia (anche un po’ sbrigative…). Gente che si era sbilanciata un po’ troppo (la cantante Mannoia, ad esempio) stanno facendo marcia indietro. Persino in televisioni amiche (vedi la 7…) Salvini e Di Maio non vengono più trattati con la deferenza e il rispetto di un tempo.

5 x 1000

Salvini, poi, è trattato malissimo anche dai grandi giornali, che gli preferiscono il più morbido Di Maio, che è più furbo, e punta tutto sulla sua faccina da bravo ragazzo educato. In realtà racconta più balle di Salvini, ma se la cava comunque.

Dietro a tutto questo c’è una realtà, purtroppo, che è quella che è e che forse non preoccupa ancora abbastanza gli italiani: il paese è incagliato, non si muove, sta fermo, nessuna crescita. Lo scrive “Il Sole-24 ore”, che di queste cose se ne intende perché è il suo mestiere.

Tutte le previsioni assegnano anche nei prossimi anni una crescita modesta all’Italia, non sufficiente. E quindi ci saranno, in modo permanente (hanno già cominciato) tagli al welfare o nuove imposte. O tutte e due le cose. Inutile farsi illusioni: alla fine 2+2 deve sempre fare 4.

Rimane stupefacente la fedeltà a due babbei di tanti elettori: allora, forse, l’Italia sta meglio di quello che si crede di solito. L’esercito dei cinque milioni di poveri è una balla colossale. I 500 mila immigrati clandestini (e non 90 mila) invece esistono, sono reali, ma quelli vanno bene perché servono a alimentare la campagna di odio di Salvini.

E c’è un altro mistero. Secondo il Censis (bravissimi ricercatori) la maggioranza degli italiani è moderna, disinibita, trasgressiva a letto, ma questa stessa Italia è poi ripetitiva, antica, confusa quando si tratta di politica. Si filma mentre fa sesso sul tavolo di cucina, ma poi vota quel chierichetto di Di Maio (che forse il sesso nemmeno lo fa).

Tutto ciò, però, è anche un segnale di incoraggiamento. L’Italia, alla base, è meglio di quello che si pensa e aspira a una vita più “occidentale”, più sciolta e più ricca, più disinibita. Vota per i due babbei perché a sinistra ci sono altri imbalsamati, noiosissimi, grigi, con facce da eterni funzionari di partito, intercambiabili.

Tanti anni fa, un giovane Giovanni Spadolini si presentò al leader dell’Uomo Qualunque, Giannini, per segnalarsi. Giannini lo ascoltò due minuti, poi lo guardò negli occhi e gli disse solo una frase: “Scopi di più, ragazzo”.