Stranger Things, cos'è la fantasiosa teoria del "Conformity Gate" elaborata dai fan della serie (Fonte Ansa) - Blitz Quotidiano
Si sa, è sempre difficile lasciare andare quelle sensazioni che ci scaldano il cuore e ci fanno innamorare: succede naturalmente nelle relazioni, ma anche in alcune produzioni televisive che ci hanno accompagnato per anni e che inevitabilmente devono avere una fine, come per ogni cosa. In passato era accaduto a serie come Il Trono di Spade, Lost e Breaking Bad. Oggi, invece, l’attenzione è tutta per Stranger Things, la serie dei record di Netflix terminata lo scorso 1º gennaio con un finale chiacchierato che è stato apprezzato da molti e criticato da altri.
Fine dei giochi, ma non per tutti. Nei giorni scorsi, infatti, i fan della serie, quelli evidentemente rimasti più scottati dal finale, hanno elaborato una fantasiosa e dettagliata teoria, quella del “Conformity Gate”, secondo la quale il finale della quinta e ultima stagione di Stranger Things non sarebbe il vero finale ma una sorta di illusione indotta nelle menti dei personaggi e degli spettatori da Vecna, il villain interdimensionale della serie.
Conformity Gate: gli “indizi” chiave
Ogni teoria che si rispetti, però, deve essere supportata da prove, o indizi, che quantomeno spingano le persone (e la loro immaginazione) a volerla prendere in considerazione. In questo caso specifico, i fan di Stranger Things si sono ingegnati non poco per collegare tra loro alcuni dettagli della serie, “indizi” che a detto loro i fratelli Duffer, i creatori della serie, avrebbero disseminato nelle puntate (soprattutto quella finale) per suggerire l’uscita di un episodio segreto che ribalterebbe i destini dei personaggi. Stando a quanto rilanciato da questa teoria, la puntata sarebbe dovuta uscire proprio oggi, 7 gennaio.

Alla base della teoria del “Conformity Gate”, come detto, c’è l’idea che Vecna abbia manipolato non poche cose, inducendo alcuni fan a credere alla concatenazione di strani e inspiegabili dettagli: si passa dal cambio di colore di un quadrante in una scena, ai tagli di capelli e alle pose dei personaggi, che ricorderebbero quelli della forma umana di Vecna, ovvero Henry Creel. Naturalmente non possono mancare i “messaggi nascosti” in alcuni oggetti di scena, come il dado del gioco Dungeons & Dragons che nella scena finale mostra il numero sette, o la scritta “X A LIE” che si compone sul fianco dei libri delle campagne di D&D quando i protagonisti li ripongono sullo scaffale. Quest’ultimo dettaglio, in particolare, farebbe riferimento alla Dimensione X, ovvero quella dimensione parallela che Vecna e il Mind Flayer vorrebbero unire al mondo reale.
Un “indizio” aggiuntivo, a voler essere particolarmente indulgenti e senza voler considerare la logica dietro all’algoritmo che avrebbe interiorizzato il numero piuttosto alto delle ricerche, lo si ha anche nella digitazione di “fake ending” nella barra di ricerca di Netflix. Una volta digitate queste due “parole magiche” l’unico risultato che appare è proprio Stranger Things. Complotti e teorie a parte, seppur ben calcolate, dietro al “Conformity Gate” in realtà si nasconde, neanche troppo velata, la paura intrinseca all’allontanamento, alla separazione definitiva da una serie generazionale come Stranger Things. Sono in molti, infatti, a non voler “lasciare andare” quei giovani (e meno giovani) personaggi con i quali si sono identificati, per i quali hanno tifato, pianto e sorriso. Ma alla fine ogni cosa, seppur bella e travolgente, ha una scadenza e quella di Stranger Things riporta la data del 1º gennaio.
