Trani: in Procura un fascicolo anche su Eva Henger

Pubblicato il 18 Marzo 2010 13:05 | Ultimo aggiornamento: 19 Marzo 2010 21:07

L’ex pornostar Eva Henger, il suo compagno Massimiliano Caroletti ed il direttore del TgCom Paolo Liguori sono indagati a vario titolo dalla Procura di Trani per una vicenda che ha come parte lesa l’avvocato barlettano Michele Cianci.

Due le inchieste distinte; una per il reato di calunnia, diffamazione e violazione delle legge sulla privacy di cui è titolare il sostituto procuratore Antonio Savasta; l’altra per il reato di diffamazione a mezzo stampa, condotta dal collega Marco D’Agostino.

Nella seconda, Eva Henger è accusata di diffamazione a mezzo stampa per aver diffuso notizie ritenute false a carico di Cianci proprio attraverso la testata online di Mediaset: a lei è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini e si appresta a chiederne il rinvio a giudizio; per il direttore del Tg.com il pm ha chiesto l’archiviazione, ma l’avvocato Cianci ha presentato opposizione ora al vaglio del gip Francesco Zecchillo.

L’altra inchiesta, condotta da Antonio Savasta, vede la Henger coinvolta insieme al compagno Massimiliano Caroletti per calunnia e diffamazione sempre ai danni del suo ex legale. In particolare, nel giugno 2008 il Tg.com pubblicò la notizia di una tentata truffa ai danni di Eva Henger perpetrata dal suo ex avvocato Cianci.

O meglio questo è quanto affermava la Henger nell’articolo, sostenendo che il legale aveva diffuso la falsa notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati per truffa; ma poi – diceva ancora la Henger – la notizia si era rivelata del tutto infondata e la stessa aveva chiesto un risarcimento di 20 milioni di euro che avrebbe devoluto ai bambini poveri. Cianci non solo si affrettò a chiedere la rettifica della notizia al Tg.com, ma denunciò il suo direttore e la Henger per diffamazione. La seconda inchiesta nasce sempre dall’esposto di Cianci, che si era visto a sua volta denunciato all’ordine degli avvocati per aver speculato sui contratti che chiudeva per la Henger con aziende locali, ricavando lauti profitti in nero.