Coronavirus, decidono Regioni e Comuni o il Governo per tutti? Polemica sulle ordinanze

di Alberto Francavilla
Pubblicato il 24 Febbraio 2020 14:14 | Ultimo aggiornamento: 24 Febbraio 2020 14:14
Coronavirus Comuni e Regioni autonomi o devono seguire lo Stato? Polemica tra Protezione Civile e Regione Lombardia

Coronavirus Comuni e Regioni autonomi o devono seguire lo Stato? (nella foto Ansa, l’ordinanza dell’ospedale di Lodi)

ROMA – Comuni e Regioni possono adottare provvedimenti ad hoc per l’emergenza Coronavirus o è meglio che si attengano alle disposizioni dello Stato? Piccola polemica, in merito, tra la Protezione Civile e la Regione Lombardia: il capo della Protezione Civile Borrelli dice che le amministrazioni locali non dovrebbero prendere decisioni in totale autonomia, l’assessore lombardo Gallera invita Borrelli a fare il proprio lavoro.

La domanda è: ha ragione chi sostiene che l’Italia è un Paese sicuro e la proliferazione di ordinanze allarmiste contribuisce ad aumentare la psicosi o chi rivendica l’autonomia decisionale degli enti locali, in nome della suprema tutela della propria comunità?

Protezione Civile: Regioni e Comuni non prendano iniziative sul Coronavirus.

Regioni e Comuni non devono prendere iniziative senza averle coordinate con lo Stato. E’ quanto chiede il commissario per l’emergenza Angelo Borrelli sottolineando che scelte singole possono creare confusione. “Gli stessi governatori – sottolinea il capo della protezione civile – esprimono l’esigenza di avere indicazioni unitarie. I provvedimenti presi dalle singole regioni e dai singoli comuni, non coordinati con il livello centrale, provocano confusione e disorientamento tra le gente e anche all’estero”.

Gallera: “Borrelli faccia il suo lavoro”.

“Noi inviamo costantemente i dati alla protezione civile, troviamo poco serio che la protezione civile faccia lanci senza essere concordati”. Così l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, ai microfoni di Sky Tg24. “E’ giusto che i cittadini siano informati, dopo di che invito Borrelli a continuare a concentrarsi sul suo lavoro, che sta facendo benissimo”.

Borrelli: “L’Italia è un Paese sicuro”.

“Nel nostro paese c’è sicurezza e si può venire tranquillamente”. Lo ha detto il commissario straordinario Angelo Borrelli rispondendo a chi gli chiedeva se ci fossero dei rischi per gli stranieri che vogliono venire in Italia. “Non do consigli agli altri paesi – ha aggiunto il capo della Protezione Civile a chi gli chiedeva se le altre nazioni dovessero chiudere i voli con l’Italia – ma posso dire che in Italia abbiamo cercato di arginare il virus con misure altamente precauzionali. E abbiamo individuato due focolai, intervenendo con misure impegnative”. Dunque, ha concluso, “riteniamo che nel nostro paese ci sia la sicurezza e che si possa venire tranquillamente”.

Borrelli: “Il legame tra i casi di Lodi e di Vo non è certo”.

Le due zone di diffusione del virus sono quelle del lodigiano e di Vo’ “ma non non ho conferma dalle strutture regionali di un collegamento tra il caso di Lodi e quello del padovano”. Lo ha detto il commissario Angelo Borrelli spiegando che l’agricoltore di Albettone che era stato nel lodigiano potrebbe essere colui che ha portato il virus nel padovano, ma allo stato non c’è alcun elemento che indichi chi ha diffuso il virus in provincia di Lodi.

Conte: “La sospensione di Schengen non è giustificata”.

L’eventualità di ripristinare i controlli alle frontiere in deroga a Schengen per il Coronavirus è stata esaminata oggi nel corso di una riunione alla Protezione civile con il premier Giuseppe Conte, i ministri ed alcuni governatori in telecollegamento. Dalla discussione è emerso che “sebbene ci sia una praticabilità giuridica, non sussiste la sostenibilità pratica per una tale sospensione. E in ogni caso – aggiunge la Protezione civile – tale misura non garantirebbe nessuna efficacia cautelativa”. (Fonte Ansa).