Rousseau, il quesito sulla Diciotti e la doppia negazione: il Sì è pro Salvini

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 febbraio 2019 17:04 | Ultimo aggiornamento: 17 febbraio 2019 17:04
Rousseau, il quesito sulla nave Diciotti e la doppia negazione: il Sì è pro Salvini

Rousseau, il quesito sulla Diciotti e la doppia negazione: il Sì è pro Salvini

ROMA – Il quesito sulla piattaforma Rousseau non convince gli iscritti M5s: chi aderisce alla piattaforma è infatti chiamato a votare sulla decisione di votare o meno per il processo a Matteo Salvini sul caso Diciotti. Questa la domanda: “Il ritardo dello sbarco della nave Diciotti, per redistribuire i migranti nei vari paesi europei, è avvenuto per la tutela di un interesse dello Stato?”.

In pratica, come sintetizza Beppe Grillo (anche lui critico), “se voti Si vuol dire No. Se voti No vuol dire Si. Siamo tra il comma 22 e la sindrome di Procuste!”. Chi vota sì infatti sostiene che non è giusto processare Salvini, chi vota no invece è favorevole all’autorizzazione a procedere per il ministro. Una doppia negazione che non piace a nessuno, forse perché implica troppo sforzo cerebrale nei votanti.

Grillo cita il celebre paradosso del romanzo Comma 22 (dove la facoltà di scegliere è solo apparente) e la sindrome che indica, in una persona, il disprezzo per chi è considerato avere un maggior successo.

Sul blog delle Stelle infuria la polemica per il quesito sulla posizione che i senatori M5S dovranno assumere in Giunta per le Immunità circa la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini sul caso Diciotti. Questi alcuni dei commenti più rappresentativi delle critiche online:

“Ma state orientando il voto. Che cazzo ci sta succedendo ragazzi?”, chiede Roberto Cherubini. Luca si definisce “un elettore del M5S dal primo minuto, ma per questo quesito, vi riporto una frase di Beppe Grillo: ‘I referendum abrogativi. Dove per dire sì devi votare no. E per dire no devi votare sì. Come uno che va a sposarsi e il prete dice: ‘La vuoi mandare a cagare?’ ‘No.’ ‘Allora vi dichiaro marito e moglie’. Ecco… in questo caso, state agendo proprio come fanno sempre gli altri partiti per girare la frittata, e questo non mi piace per niente. La domanda esatta doveva essere: ‘Volete concedere l’autorizzazione a procedere?’. In modo che SI voglia dire SI, e NO voglia dire NO”.

E Bruno: “Cercate di fare i furbi anche nelle procedure del Si e del No per confondere. Non ci vuole una pagina di spiegazione. Votate SI per processare Salvini senza tanti giri di parole piantatela con le cazzate. Interesse pubblico? Inventatene un’altra ascoltate i vostri elettori perché dopo questa, cioè se salvate Salvini siete finiti”. Più chiara nella sua obiezione è Viviana v.: “Ma non si può scrivere semplicemente ‘VUOI CHE SALVINI VADA A PROCESSO?’ DOVEVATE PROPRIO INFILARCI UNA DOPPIA NEGAZIONE????? IDIOTI!!!”.

E se Giorgio Masari si domanda “Idioti o furboni????”, Niccolò Bellandi ragiona: “Ma vi siete accorti che le risposte sono formulate in maniera opposta rispetto a come vengono poste sui media?!! É sempre stato detto che il No era per impedire l’autorizzazione, invece qui é formulata nel senso opposto. In questo modo non può che generare confusione!”. E Randa: “Continuate a fare le domandine trabocchetto da prima Repubblica. Avanti così GRANDI STATISTI. Alle prossime elezioni prevedo che nostri molti politici emigreranno verso la Lega (dato che il movimento morirà) per non perdere la poltrona”.