A Sant'Anna di Stazzema c'è anche Tajani (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
Al ricordo dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema quest’anno era presente anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Scrive Repubblica che è la prima volta che un esponente della destra al governo si sia presentato qui in occasione di questa commemorazione. Tajani, a margine del ricordo dell’eccidio ha detto che quanto accaduto “deve insegnarci che è importante non solo commemorare una tragedia, una strage compiuta dai nazisti con la complicità dei fascisti italiani, ma deve essere anche un monito per il futuro. Perché il sacrificio di queste persone, compresi i bambini neonati, non può essere vano, deve servire a costruire la pace”.
Tajani ha proseguito: “Il governo vuole continuare a lavorare perché la pace possa essere sempre fonte d’ispirazione di ogni attività politica. L’Europa ci ha regalato 80 anni di pace, ma nulla è scontato perché purtroppo il germe della violenza il germe delle dittature, delle guerre, è sempre in agguato”.
“Cancellare l’odio – ha aggiunto – significa lavorare per il rispetto delle persone. Quello che è successo qui non dovrebbe accadere mai più ma purtroppo anche oggi ci sono minacce di violenza nel mondo, di tragedie con tanti morti, di guerre, in Medio Oriente come in Ucraina”. Per Tajani “l’Italia, che ha costruito la democrazia, difeso la libertà, proprio perché ha subito gli orrori della dittatura, deve essere sempre più portatrice di pace. Questo noi lo facciamo. Quindi tragedie come queste devono essere fonte di ispirazione. Le parole di Calamandrei, le parole di Mattarella sono significative ricordando la strage di Sant’Anna di Stazzema”.
Conte: “Chi si dice patriota dovrebbe onorarla venendo a Sant’Anna di Stazzema”
Tra i leader presenti a Sant’Anna di Stazzema c’era anche il leader M5s Giuseppe Conte. Queste le sue parole: “La nostra presenza oggi è un rinnovato atto di fede nei valori della costituzione repubblicana, che era, è e sarà sempre antifascista e democratica, mentre il fascismo è stato antidemocratico. Le istituzioni vanno sempre protette, non bastano le parole. Chi si confessa patriota dovrebbe essere qui per onorare la patria. Non possiamo onorare la patria se non ricordiamo chi non si è piegato alla dittatura e per questo ha dato la vita”.
A Sant’Anna di Stazzema “c’è innanzitutto una testimonianza che non si deve perdere e che è un monito per il futuro. Un luogo fondativo della Repubblica. E siamo qui per cercare anche di recuperare i valori repubblicani, rilanciarli sempre come monito per il futuro e rinnovarne l’attualità. E chiaramente ribadire il nostro No al fascismo che deve rimanere un no, sempre vigile sempre attuale”.
A Sant’Anna di Stazzema 560 persone massacrate dai nazifascisti
L‘eccidio di Sant’Anna di Stazzema fu un crimine di guerra nazifascista compiuto dai soldati tedeschi e da collaborazionisti italiani della Repubblica Sociale Italiana. All’alba del 12 agosto 1944 tre reparti circondarono l’abitato di Sant’Anna (una frazione di Stazzema in Provincia di Lucca), mentre un quarto si attestava più a valle, sopra il paese di Valdicastello, per bloccare ogni via di fuga. Nonostante agli inizi del mese Sant’Anna fosse stata dichiarata zona bianca dai tedeschi, in grado cioè di accogliere popolazione civile sfollata, in poco più di tre ore furono massacrate 560 persone, tra cui molti bambini.
Come accertò la magistratura militare italiana non si trattò di rappresaglia in risposta a una determinata azione del nemico, ma – come è emerso dalle indagini – si trattò di un atto terroristico premeditato e curato in ogni dettaglio per annientare la volontà della popolazione, soggiogandola grazie al terrore. L’obiettivo era quello di distruggere il paese e sterminare la popolazione per rompere ogni collegamento fra i civili e le formazioni partigiane presenti nella zona.
