L'ex segretario dem Pier Luigi Bersani (Foto Ansa)
“Per me è un colpo al cuore. Umberto Bossi era un avversario politico di una forza e di una umanità che ricorderò per sempre. È l’avversario cui ho voluto più bene in vita mia”. Lo afferma, in un’intervista a La Repubblica, Pier Luigi Bersani, ex segretario dem, commentando la scomparsa di Umberto Bossi. Una figura, aggiunge l’esponente dem, “a metà tra Lenin e Tex Willer”.
“È vero che era andato con Berlusconi, ma non si sarebbe mai messo con CasaPound” prosegue. Gli riconosceva di credere nelle battaglie che conduceva, nonostante le parole d’ordine a dir poco forti? “C’era molta autenticità in quelle battaglie – afferma ancora Bersani -, che io ovviamente contrastavo. E ho sofferto quando ho visto l’Umberto venire trattato così male da gente che gli doveva tutto. Negli ultimi anni, alla Camera, ho riconosciuto in lui una vera sofferenza. C’era in lui un’impronta di umanità che non è replicabile”.
Ha fatto anche molti errori. “Ah ma di errori certo – aggiunge ancora l’ex segretario del Partito Democratico -, molti anche politici. Mi ricordo una delle ultime volte in cui ci siamo visti. Era dopo il tradimento dei 101 (i parlamentari pd che nel segreto dell’urna non votarono Romano Prodi alla presidenza della Repubblica, ndr). Lo trovai in un angolo stanco, ammalato, ma mi chiese con la voce ormai spenta: ti fa ancora male la coltellata?”. E lei cosa rispose? “Gli risposi: e a te? E lui non disse niente, si mise a ridere. Ma ci eravamo capiti” conclude Bersani.
