Campo largo al lavoro sotto traccia per definire il programma di coalizione. Al tavolo 12 delegati (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Campo largo al lavoro: al via in gran segreto le riunioni per definire il programma di coalizione. Al tavolo 12 apripista. I leader ancora non si sono fatti vedere. Hanno mandato avanti i capigruppo a sondare il terreno. Timeline comunque già fissato: entro novembre la sintesi dei leader, a febbraio con ogni probabilità le Primarie. C’è molto da scrivere ma “il programma in cantiere non parte da zero”, come si è lasciato sfuggire uno degli sherpa. Obiettivo: mettere nero su bianco, con chiarezza, i punti chiave necessari per costruire una alternativa al governo delle destre.
Le discussioni sono decollate “sotto traccia”, come dice la fonte. E sono partite dal Parlamento dove negli ultimi quattro anni sono nate le proposte condivise: dalla Palestina al salario minimo. Proposte che hanno visto uniti Pd, M5S e AVS. Giuseppe Conte ha fretta, continua a punzecchiare gli alleati dem ricordando loro che già a settembre i Cinquestelle erano pronti, giusto all’indomani di “Nova. Parola all’Italia”, la vivace kermesse di due giorni sul programma “dal basso” . Una due giorni conclusiva di un percorso che ha coinvolto migliaia di cittadini in oltre “100 spazi di confronto in tutta Italia”.
Ora il presidente pentastellato chiede “segnali forti” per rispondere ai bisogni dei cittadini a cominciare da un reddito di cittadinanza 2.0 sul quale gli alleati potrebbero essere d’accordo.
Un tavolo con i capigruppo
Intorno al tavolo del programma siedono i capigruppo di Camera e Senato; parlamentari che hanno già lavorato insieme in questi anni all’opposizione e redatto proposte unitarie: dalla mozione dell’aprile 2025 per il riconoscimento dello Stato di Palestina alla risoluzione del documento programmatico di finanza pubblica, l’antipasto della legge di bilancio con i 21 punti economici e sociali. Certo, i nodi non mancano da quello sull’invio delle armi a Kiev (contrari M5S e AVS) mentre il Pd insiste su una azione diplomatica più incisiva. Altre solide divergenze su migranti, cittadinanza, patrimoniale, legalizzazione delle droghe leggere. Ma al tavolo i punti caldi abbondano a cominciare dalla manovra sulla quale Conte e Schlein sono uniti (“Non c’è nulla per il Paese”).
Nel mirino: Dl bollette (nuovo rinvio, mancano 7 miliardi), i decreti sicurezza, salario minimo, taglio fiscale, bollo auto, targhe personalizzate, flat tax fino a 100 mila euro, Sanità, pensioni, giovani che non trovano lavoro, clima nelle scuole, allarme inflazione, accise, crollo della produzione industriale, spesa militare. Sullo sfondo l’allarme bomba nei cieli d’Europa l cyber attacchi , Trump e Netanyahu azzoppati. Sabato la prima riunione alla luce del sole, dopo la partecipazione sul palco della Cgil al teatro Brancaccio.
Le squadre al lavoro
I primi a sedersi al tavolo in sordina sono stati i delegati di Pd, M5S, AVS, Italia Viva. Obiettivo: varare le prime proposte da presentare agli elettori. Si uniranno al tavolo i rappresentanti delle forze che non hanno gruppi costituiti in Parlamento. E cioè Riccardo Magi (+ Europa ), Ernesto Ruffini e Franco Gabrielli del neonato partito centrista (all’interno del centro sinistra), Marco Mistretta di “Progetto Civico”, il movimento di Alessandro Onorato, assessore di Roma Capitale, grande amico del cantautore Achille Lauro che a Zagarolo aprirà presto un centro per giovani con dipendenze. Ecco i capigruppo al lavoro.
PD – Chiara Braga e il senatore pugliese Francesco Boccia già ministro del governo Conte.
M5S – Riccardi Ricciardi e il senatore genovese Luca Pirondini.
AVS – Luana Zanella e il senatore napoletano Peppe De Cristoforo di Sinistra Italiana.
ITALIA VIVA – Maria Elena Boschi, già nei governi Renzi e Conte, e la senatrice Raffaella Paita.
