Caro carburanti, Salvini: "Tetto al diesel sotto 1,90 euro" (foto ANSA) - Blitz quotidiano
“Per me dobbiamo scendere sotto 1,90 euro al litro, non solo sotto i due euro”. Matteo Salvini fissa subito l’asticella, arrivando in Prefettura a Milano per il tavolo con le compagnie petrolifere, un incontro che sarà riconvocato anche la settimana prossima. Il riferimento è al gasolio, e alla necessità — nelle parole del vicepremier — di ridurre i prezzi di almeno 20-25 centesimi al litro. Da qui prende avvio il confronto con i principali operatori del settore — Eni, Ip, Q8, Tamoil e le cosiddette “pompe bianche” — convocati per affrontare l’impennata dei carburanti seguita alle tensioni internazionali, con la guerra in Iran tornata a incidere sulle quotazioni. In collegamento partecipano anche il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il viceministro all’Ambiente e sicurezza energetica Vannia Gava.
L’obiettivo politico e le proposte del governo
L’obiettivo politico del governo è intervenire in tempi rapidi. Salvini parla di proposte da portare già in serata in Consiglio dei ministri: l’idea sarebbe di varare un decreto legge ad hoc con un tetto ai prezzi, un possibile intervento sulle accise e, in seguito, una discussione a livello europeo su alcuni strumenti della transizione energetica. Nel mirino ci sono in particolare il sistema Etse e il Green Deal, considerati “non sostenibili” nella fase attuale. Il tavolo milanese serve a verificare la disponibilità delle compagnie a contribuire alla riduzione dei prezzi, mentre il governo, almeno in prima battuta, punta su una soluzione condivisa.
L’ipotesi extrema ratio e il quadro internazionale
“Abbiamo invitato i petrolieri per ascoltare le loro proposte”, spiega il ministro. “L’extrema ratio, se ci fosse un no a tutto, è un prelievo sugli extra-profitti, che in questi giorni sono evidenti. Ma conto di non arrivare a quel punto”. Nel ragionamento dell’esecutivo, la questione carburanti si lega a quella più ampia dell’energia. Salvini torna infatti a evocare la necessità di riaprire un dialogo con la Russia sul gas, pur rinviando il tema a un secondo momento. “Mi interessa aiutare le famiglie e i lavoratori domani alle pompe”, dice. Ma aggiunge: “Gli Stati Uniti, la Cina e la Russia stanno guadagnando, gli unici a perderci siamo noi. Bruxelles si svegli”.
