La cena del campo largo e il leader che ancora non c'è (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Una foto, un programma politico per il futuro. Eccoli i quattro cavalieri dell’Apocalisse che vogliono la poltrona di Palazzo Chigi. Diplomaticamente, in ordine alfabetico, sono Angelo Bonelli, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Elly Schlein. Discutono attorno al tavolo di una taverna romana magari dinanzi ad un piatto di rigatoni all’amatriciana e di una coda alla vaccinara. Manca Matteo Renzi, come mai? “Forse è sotto il tavolo”, sussurra maliziosamente un esponente di Azione di cui non facciamo il nome per evitare ulteriori polemiche. Forse (è una ipotesi) il quinto commensale ha disertato l’appuntamento per una ragione molto più seria. Nelle ultime settimane, il campo largo lo aveva un pò snobbato. In specie la Schlein che lui aveva difeso a spada tratta avendo come obiettivo Giorgia Meloni.
L’assenza di Renzi e gli equilibri del centrosinistra
Uscito dal giro dopo essere stato presidente del consiglio con il quaranta per cento delle preferenze non poteva sopportare di essere ora il segretario di un partito che non va mai al di là del due per cento. No, questa discesa doveva essere superata e l’occasione poteva essergli rappresentata dalla nuova stella del Pd. La verve oratoria non gli mancava, l’intelligenza politica nemmeno. Allora perchè perdere una speranza così accattivante che avrebbe potuto farlo riemergere?
Senonchè il disegno di Renzi ha segnato il passo nelle ultime settimane. Questo potrebbe essere il motivo di aver disertato una cena così importante. “Siamo partiti, non si torna indietro”, tuona la segretaria. Nicola Fratoianni, con maggiore saggezza, rivela: “Non è la prima volta che ci vediamo. Lo abbiamo fatto in sordina, stavolta abbiamo deciso di pubblicizzare il nostro incontro”. Perché? il deputato della sinistra più estrema risponde: “Lo abbiamo creduto opportuno perchè le politiche del 2027 non sono poi così lontane. C’è da limare diversi contrasti specialmente in politica estera, però dico ai nostri simpatizzanti e agli altri di tenere a mente due date: l’otto e il quindici luglio”. Quando probabilmente il campo largo o ristretto ha in animo di organizzare eventi estremamente importanti (almeno per loro).
Le strategie del campo largo in vista delle elezioni del 2027
È evidente che durante la cena frugale accompagnata da un buon vino rosso i quattro non abbiano parlato di leader e di chi dovrà vedersela con la premier in caso di un pareggio o di una qualsiasi altra circostanza tale da rendere difficile la nomina di un governo. In questo caso Schlein o Conte? O magari un terzo personaggio comparso in scena all’ultimo momento. Un outsider, insomma, che tenterà di nascondersi probabilmente invano. Potrebbe essere Matteo Renzi che al momento, a ragione, non vuole apparire più? “Per carità”, esclama la base del Pf. Finora l’ex presidente del consiglio ci ha fatto perdere consensi. Lo dicono i sondaggi, i quali sostengono che il 24 per cento degli iscritti di via del Nazareno è contrario a fare un nome del genere”.
Il nodo della leadership tra Schlein, Conte e possibili outsider
Se qualcuno pensa che la riunione informale del campo largo (ristretto) sia stata precipitosa dovrà ricredersi perchè i problemi da affrontare sono molti e di difficile soluzione. Quindi è giusto essersi visti e magari ripetere in futuro appuntamenti del genere. ” A che servono?”, interviene la maggioranza. “Se ancora non sanno chi sarà il loro leader, significa mettere il carro innanzi ai buoi”. Non c’è dubbio che le parole di quanti stanno al governo non sono campate in aria. Parlare di un programma nel momento in cui non si sa chi lo dovrà rispettare è completamente superfluo. “Pensino ad altro”, insiste la maggioranza. “prendano in giro la premier offendendola in maniera volgare così come ha fatto il cinquestelle Francesco Silvestri. Se si divertono così, è tutto ok. A noi interessano i veri problemi del Paese che vogliamo affrontare prima delle elezioni politiche del 2027”.
A farla breve ogni scusa è buona per innescare una polemica e parlar male gli uni degli altri e viceversa. Fra breve, forse già domani, dovrebbe riaprire lo stretto di Hormuz. Speriamo che almeno questa decisione dia i risultati che la stragrande maggioranza del Paese attende.
