Il Movimento 17 ottobre gioca a nascondino con le piazze: quella finale sui social solo un'ora prima (foto Ansa-Blitzquotidiano)
Mentre la Digos in tutta Italia procede con inchieste e perquisizioni domiciliari, di cui almeno la metà a carico di minorenni, il Movimento 17 ottobre nasconde le carte, o meglio gioca a nascondino con le piazze.
Alle 15 e 30 l’indicazione della piazza finale
E con poliziotti parà blindati e droni convocati per il temuto evento, specie in una Milano ancora traumatizzata dalle scorribande dei ragazzini terribili (o maranza se si preferisce il termine). I luoghi dei raduni saranno comunicati, in rete ovviamente, solo un’ora prima dell’appuntamento.

Il sedicente (in attesa di un coordiamento e una organizzazione ufficiali) Movimento si prepara dunque a sfidare di nuovo sabato prossimo autorità forze dell’ordine e “adulti” in genere (divisi tra voglia di manganello e volontà, forse un po’ tardiva, di ascolto).
“Le piazze annunciate per sabato sono annullate. Non saranno più i luoghi indicati nei nostri appelli. Non rinunciamo a scendere in strada: cambiamo il modo in cui lo facciamo”. Ad annunciarlo sui social il Movimento 17 ottobre.
Il neonato movimento spiega che “alle 14.30 in punto, in ogni città” comunicheranno “tre concentramenti”, “Ognuno si organizzi con il proprio punto di riferimento” e che alle 15.30 comunicheranno “la piazza finale”. “I tre concentramenti si muoveranno in corteo” dicono “tre fiumi che confluiscono”. “Non ci hanno fermato le leggi non ci fermeranno i blindati” assicurano.
100 perquisizioni Digos a casa di 100 sospetti (51 minorenni)
Sul fronte opposto, si registrano perquisizioni delle Digos in 18 città italiane a seguito delle manifestazioni del 17 e del 18 ottobre.
Su delega dell’autorità giudiziaria e di iniziativa, la polizia ha eseguito una serie di perquisizioni domiciliari e personali a carico di circa 100 persone, di cui 51 minorenni, identificati nei gravi disordini.
