Il Piantedosi-gate, l'arte di attaccarsi al gossip di Governo (Fonte Ansa) - Blitz Quotidiano
Costretti dalle figuracce a tornarsene a casa, i vertici del calcio si dimettono e si torna a parlare di politica. Meglio di sexi politica, perché di questo oggi si occupano i Palazzi. Un altro gossip che ruota attorno al ministro Piantedosi, accusato di frequentare un’amica o forse una fidanzata. È un reato se, inoltre, si è anche separati dalla moglie? No, è solo teatro che impegna le forze che si combattono in Parlamento a trovare il pelo nell’uovo per assestare un altro uppercut al governo. È una strana intervista a lanciare lo scandalo: la signora in questione (nome e cognome lo lasciamo alle cronache) chiede al giovane giornalista che la intervista (vicinissimo a Fratelli d’Italia): “Tu chiedimi se ho un rapporto sentimentale con il ministro degli Interni”. Il ragazzo forse non si rende conto di vuole andare a parare la domanda e si comporta di conseguenza. “Non lo posso negare”, risponde la donna “ma io sono molto gelosa della mia vita privata”.
Ecco, arriva l’input di un nuovo caso Sangiuliano-Boccia, buono per far cagnara e gettare un’altra ombra sull’esecutivo. Giorgia Meloni convoca il ministro, gli chiede lumi e ha come risposta: “Sono fatti miei”. Dovrebbe essere la fine del mistero. Invece, la sinistra insorge: “Come mai, la madame ha voluto che le si rivolgesse un simile quesito? Che c’è sotto? Forse, ha ottenuto favori da Piantedosi che ora ha detto basta?” O solo ricerca di una pubblicità che nessuno respinge al giorno d’oggi?
Vallo a capire se questo non è solo teatro, “ma solo un pezzo organico della nostra politica”, scrive in un editoriale Il Riformista. Ma tutto questo non conta: vedere dal buco della serratura è lecito se si va alla ricerca di un nuovo episodio che dia un’altra spallata al governo. “In pochi giorni, ne abbiamo scoperte tante, ora ne aspettiamo una terza, una quarta per dimostrare a che cosa pensano gli uomini che guidano il Paese”. Il ritornello si ripete, il leit motiv è sempre lo stesso. Sull’onda del trionfo ottenuto con il referendum si va avanti. Per quale ragione? Si vogliono anticipare le elezioni politiche del 2027 per sfruttare il risultato? Molti sono sicuri che il cambio della guardia possa avvenire in fretta se si continua a colpire con ogni arma l’avversario. Ma questi ottimisti del futuro non hanno fatto i conti con un’altra parte degli alleati o addirittura dei loro compagni di partito. Conviene anticipare l’appuntamento oppure è meglio rosolare l’esecutivo in questi mesi che mancano di modo che la destra arrivi distrutta alla consultazione?
Gira e rigira si parla solo di quella data nei Palazzi Romani. La maggioranza non vive giorni tranquilli: Giorgia Meloni deve mettere una pezza ogni mattina che si alza. Delusa dai ministri che ha scelto? Non lo dirà mai anche se un pensierino le frulla in testa e recita in segreto una preghiera. La sua fortuna (se di fortuna si possa parlare) è che a sinistra la confusione regna sovrana. Elly Schlein ha tanti amici-nemici non solo nel Pd, pure fuori. Ad esempio, i 5Stelle o più concretamente Antonio Conte che vuole tornare a tutti i costi a sedersi su quella poltrona di Palazzo Chigi. Ormai la guerra per la “successione” non è più sotterranea, è uscita dal letargo. È solo un sogno o potrebbe diventare realtà? In ogni caso, non si perde tempo e si cercano nuovi alleati pure se ufficialmente se ne parli malissimo.
Ecco, un altro gossip che stavolta mette in imbarazzo la sinistra: un pranzo che il leader dei pentastellati consuma con Paolo Zampolli, un uomo d’affari molto vicino a Trump. Perché? Forse al di là delle chiacchiere che si fanno in casa propria si desidera far capire al tycoon che non è vero quel che appare? Cioè che una volta ritornati ad essere il numero uno del Paese potranno tornare alla grande intese e opinioni comuni? È solo un pettegolezzo o, meglio, un interrogativo che pone la maggioranza ai suoi fedelissimi o al campo più largo degli elettori? Proprio a questo si è ridotta la politica? Non sono i grandi problemi che assillano l’Europa a preoccupare gli uomini e le donne del Palazzo? Per il momento, meglio pensare ai nostri guai che possano far pendere la bilancia da una parte o dall’altra. Così della guerra si discute assai meno, i titoli sui giornali sono sempre meno appariscenti, se il prezzo del petrolio sale vertiginosamente ce ne occuperemo più in là, se il carrello della spesa diventa ogni giorno più insopportabile lo sanno tutti, ma tutti se ne fregano, se le bollette di luce e gas hanno raggiunto cifre da capogiro pazienza: è colpa del conflitto contro l’Iran se questo succede, non è colpa della maggioranza o dell’opposizione.
Se il calcio è andato per il momento in letargo (solo il 22 giugno si terranno le elezioni per il rinnovo del vertice), la politica segna il passo sia pure se la Meloni si sbraccia e continua a parlare di ricostruzione e di nuovi progetti che possano far tornare l’Italia in primo piano, come meriterebbe. Lo stretto di Hormuz diventa sempre più il problema di una economia che preoccupa il mondo intero. Trump chiede aiuto all’Europa che non vuole entrare a far parte di un conflitto che non le appartiene. Però, diplomaticamente Francia, Inghilterra, Germania, Spagna e Italia potrebbero fare qualcosa in più per superare questo dilemma che fa tremare il mondo intero.
Allora, invece di pensare alle liti di cortile ed alla baruffe che non portano a niente si giri pagina per tranquillizzare una opinione pubblica sempre più terrorizzata dagli eventi che non fanno presagire nulla di buono. La delizia dell’umorismo può andar bene, così come il sexi gossip della politica se hanno lo spazio di un mattino. Ad esempio, si dà pubblicità ad una notizia che è andata incontro a 77 bambini “nati da due mamme”. A questo punto, meglio tornare al passato e convincere i propri figli che a portare in casa una sorellina o un fratellino sia proprio la cicogna.
