Israele, in vantaggio Netanyahu ma senza maggioranza (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
Lo schieramento del primo ministro Benjamin Netanyahu è in vantaggio sull’opposizione, secondo i dati diffusi dalla Commissione elettorale centrale israeliana. Con il 57,3% delle schede scrutinate, il blocco che fa capo a Netanyahu è in vantaggio ma non ha la maggioranza avendo 55 seggi contro i 49 del blocco dell’opposizione guidato da Gadi Eisenkot. I partiti arabo-israeliani sono a 16. Lo riferisce il Times of Israel citando i dati della Commissione elettorale centrale.
I risultati parziali sono destinati a cambiare: diversi exit poll indicavano una situazione di sostanziale parità tra i due schieramenti confermando che nessuno dei due raggiungerebbe la maggioranza. Per il rinnovo della 26esima Knesset c’è stata un’affluenza recordo al 77%. Decisivi per il conteggio dei voti saranno i 600mila cosiddetti “doppia busta” che sono riservati a militari, riservisti, diplomatici, detenuti, ricoverati e ad altre categorie impossibilitate a votare nel proprio seggio. Questi voti saranno conteggiati in seguito. Decisivo anche il risultato della “Lista comune”, il gruppo che fa capo alle fazioni arabo-israeliane.
Netanyahu festeggia ma, allo stesso tempo, dice di rimanere in attesa dei risultati finali. I primi exit poll davano le due coalizioni testa a testa, ma con il proseguire dello spoglio il blocco del premier si porta in vantaggio. “Daremo vita ad un forte governo nazionale di destra” ha detto in queste ore Netanyahu. Gadi Eisenkot, il suo principale oppositore, ha invece dichiarato che “un leader degno si sarebbe dimesso”.

Trump: “Con il mio sostegno Netanyahu passato dal ko alla vittoria”
Su Truth, Donald Trump ha commentato il vantaggio di Netanyahu facendo riferimento al suo endorsment: “Quando il presidente Trump ha espresso il suo sostegno a Bibi Netanyahu, la situazione è completamente cambiata, e ora quella che sembrava una sconfitta per un Grande Primo Ministro, appare essere un’insperata rimonta che ha portato a una fase di stallo, se non una vittoria per Netanyahu. Tutto è successo dopo il sostegno del presidente Trump che vuole solo il bene del Medio Oriente, di Israele e degli Stati Uniti d’America”.
