(Foto Ansa)
“Russia e Iran? Minacce per l’Europa. Kyiv? La pace passa dalla deterrenza. L’Italia? Bene, ma servono altri sforzi”. Lo afferma, in un’intervista al Foglio, l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del comitato militare della Nato.
Le parole dell’ammiraglio Cavo Dragone
“Fermare il massacro – aggiunge – è un obiettivo che condivido assolutamente e che chiunque porti questa uniforme sottoscriverebbe senza esitazioni. Il sostegno militare ha consentito a uno stato aggredito di continuare a esistere e, quando verrà il momento di un negoziato, di parteciparvi disponendo di qualcosa. Le condizioni imposte a chi non ha alternative, storicamente, hanno raramente prodotto stabilità durevole o pace”.
“Parlerei di investimento più che di spesa – prosegue Cavo Dragone -, e di sicurezza più che di armamenti. La sicurezza è la precondizione di tutto il resto: nessuna economia cresce, nessun sistema sanitario funziona, nessuna scuola apre in un contesto che non sia sicuro. Vale la pena guardare cosa contiene concretamente l’obiettivo concordato. Oltre agli strumenti prettamente militari, una parte rilevante riguarda anche mobilità e infrastrutture energetiche, le reti e la cybersicurezza, le scorte sanitarie, la protezione civile”.
“Stiamo innanzitutto osservando l’evoluzione di una minaccia – afferma ancora l’alto ufficiale della Nato – che, negli ultimi due anni, ha richiesto circa 700 interventi dei caccia alleati in risposta a velivoli russi che minacciavano lo spazio aereo Nato o lo violavano. Dobbiamo inoltre guardare alla Russia non isolatamente. Mosca ha adattato la propria economia alle esigenze di una guerra prolungata e beneficia di una crescente cooperazione militare, strategica ed economica con Corea del nord, Iran e Cina. Questo rende il quadro strategico più complesso e impone di evitare qualsiasi sottovalutazione. La Nato sta agendo di conseguenza nell’adattare le proprie capacità di deterrenza. La Nato – continua Cavo Dragone – non è parte del conflitto e saranno gli ucraini a decidere quali condizioni potranno accettare per porvi fine. Una pace che lasci un’Ucraina sovrana, libera di scegliere il proprio futuro e militarmente capace di impedire una nuova aggressione è una pace sostenibile”.
“La Nato – aggiunge ancora – prende molto sul serio ogni minaccia al territorio alleato e l’Iran non può più essere considerato esclusivamente un problema mediorientale. La cooperazione fra Russia, Iran, Corea del nord e Cina rende il quadro ancora più complesso e dimostra quanto le minacce alla sicurezza euro-atlantica siano oggi interconnesse. Il compito della Nato è valutare quella minaccia, proteggere gli alleati e mantenere una deterrenza credibile, indipendentemente dal giudizio politico che ciascuno può legittimamente dare sulle singole operazioni militari”. “L’Italia ha una traiettoria di crescente responsabilità riconosciuta e apprezzata dai partner della Nato. Con personale altamente qualificato e assetti aerei, navali e terresti” conclude l’ammiraglio Cavo Dragone.
