L'Arabia Saudita fa pressione su Trump affinché prosegua la guerra: "Opportunità storica per rifondare il Medio Oriente"(nella foto Ansa Trump con il principe saudita Mohammed bin Salman - Blitz Quotidiano
Il principe saudita Mohammed bin Salman sta facendo pressione su Donald Trump affinché prosegua la guerra contro l’Iran che, a suo avviso, è un'”opportunità storica” per rifondare il Medio Oriente. Lo riporta il New York Times citando alcune fonti, secondo le quali nell’ultima settimana bin Salman ha fatto capire a Trump che dovrebbe spingere per la distruzione del governo iraniano. Per l’Arabia Saudita, l’Iran è una minaccia di lungo termine per il Golfo che può essere eliminata solo rimuovendo il suo governo.
Incontri tra intermediari dopo la retromarcia di Trump
Malgrado le pressioni esercitate dal principe saudita, gli incontri a porte chiuse fra i ministri degli esteri di Egitto, Turchia, Arabia Saudita e Pakistan si sono svolti proprio a Riad ed hanno aperto la strada al cambio di rotta di Donald Trump sull’Iran.
L’intelligence egiziana – riporta il Wall Street Journal – è riuscita ad aprire la scorsa settimana un canale di comunicazione con il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie e avanzare una proposta per una sospensione delle ostilità di cinque giorni nel tentativo creare le premesse per un cessate il fuoco. Gli Stati Uniti hanno aperto alla via diplomatica in seguito agli sforzi degli intermediari e Trump ha annunciato che le trattative erano in corso. Nonostante questo, fra i mediatori arabi c’è scetticismo sulla possibilità che un’intesa possa essere raggiunta a breve fra Washington e Teheran visto che le posizioni sono ancora molto distanti.
Come condizione per mettere fine alla guerra, l’Iran ha chiesto che Stati Uniti e Israele si impegnino a non sferrare futuri attacchi. Teheran chiede anche un risarcimento per i danni subiti durante il conflitto. Nel corso delle trattative dei giorni scorsi, particolare attenzione è stata dedicata alla riapertura dello Stretto di Hormuz con la richiesta che sia supervisionato da un comitato neutrale. L’Iran però ha chiesto di essere pagato per il transito delle navi, così come l’Egitto fa per il Canale di Suez. Un’idea a cui l’Arabia Saudita si è opposta non essendo intenzionata a concedere a Teheran la leva maggiore nelle operazioni nello Stretto.
