L’Europa a destra? Dalla Sassonia un segnale che l’Italia non può ignorare (foto ANSA) - Blitz quotidiano
L’onda nera della Sassonia avrà conseguenze politiche ed elettorali in Italia? In Germania, il premier Merz è con l’acqua alla gola, ma respinge le critiche e replica: “Non mi dimetto”, ma è la sua stessa maggioranza a chiedergli di farsi da parte. Senza farsi travolgere dall’ottimismo possiamo dire che noi in Italia stiamo senz’altro meglio, pure se le polemiche non si placano, cambiano solo argomento. Le elezioni del 2027 sono lontane forse meno di quanto si creda ed è la ragione per la quale l’Europa è in fermento e studia le mosse che si dovranno fare. Ognuno per la sua strada in campagna elettorale: non ci sono più avversari solo nemici (nel termine politico, naturalmente).
Francia, Spagna e Italia verso il voto
Il palcoscenico è il seguente: nel prossimo anno si voterà in Francia, in Spagna e in Italia. Macron a Parigi non vive giorni tranquilli, probabilmente lo sa pure lui che quelli che rimangono “saranno gli ultimi giorni” della sua presidenza. In Spagna, Sanchez non sta meglio perchè la profonda ferita causata da Ceuta non si è ancora rimarginata. Anzi, semmai il divario fra destra e sinistra si è acuito ed ha dato la spinta all’opposizione di essere implacabile: i conti si faranno quando gli spagnoli andranno alle urne. I Italia, che cosa succederà? L’oltranzismo tedesco produrrà i suoi effetti? In primo luogo dovremo chiederci quando si terranno le elezioni. In aprile o in settembre inoltrato? Molto dipenderà dalla nuova legge elettorale che il governo vuole presto fare approvare “Hanno una gran paura di perdere”, tuona la minoranza. “Le stanno provando tutte, ma gli italiani hanno toccato con mano il fallimento di questi quattro anni di “melonismo”. La destra, naturalmente, la pensa in modo diametralmente opposto ed è la premier a commentare per prima il voto della Sassonia: Quel risultato ha confermato che le grosse coalizioni non convincono più la gente. Troppi cervelli, troppi galli a cantare”.
Meloni, il campo largo e la sfida del 2027
Dove vuole andare a parare la premier è chiaro: parla a nuora perchè suocera intenda. Si rivolge al campo largo, ai vari Schlein o Conte per dimostrare loro quanto siano inutili i loro sforzi di presentarsi uniti nel 2027. In primo luogo, c’è ancora da stabilire chi sarà il candidato premier che dovrà vedersela con la Meloni: secondariamente non è detto che dopo chi ha perso cercherà di vendicarsi nel corso della legislatura. Insomma, gli inciuci hanno fatto il loro tempo, ecco perchè la stabilità di questi anni avrà partita vinta. Saranno gli elettori a decidere: i pareggi e gli intrighi delle segreterie debbono rimanere fuori dalla porta. Questo ennesimo duello non ha niente a che fare con il grande interrogativo che ha lasciato la vittoria dell’AFD in Sassonia. E’ cominciato con le elezioni tedesche un grande ciclo che vedrà primeggiare le destre in tutta Europa? Se si rispondesse sì o no, vorrebbe dire diagnosticare un futuro che è quanto mai incerto. Per quanto riguarda il nostro Paese sarà indispensabile capire quanto influiranno le idee che dividono la maggioranza. Salvini e Taiani si daranno una calmata oppure il loro scontro produrrà una frattura insanabile tale da far perdere le elezioni alla destra?
Destra, campo largo e il futuro dell’Italia
Contemporaneamente, il campo largo sarà davvero una forza unica o alla fine, sarà un papa stranero a mettere d’accordo la segretaria del Pd con il leader dei 5 Stelle? E’ chiaro che, stando così le cose, il panorama avrà un assetto diverso difficile da comprendere. Sarà dunque la continuità a vincere o il potere passerà di mano perchè il governo della Meloni non avrà convinto appieno gli italiani? L’onda nera della Germania avrà un qualche effetto nelle nostre elezioni ? Elly Schlein è convinta che, si voti in primavera o in autunno, la destra non avrà scampo perchè sono i fatti a determinarlo. Giorgia Meloni si affida alla stabilità di cui gli itallani si fidano e continueranno a farlo. Un fatto è certo: il nostro Paese ha finito di fidarsi della Ferrari e delle sue infinite sconfitte. A Monza dove ha stravinto un ragazzino emiliano di appena vent’anni la platea dei 50 mila che riempivano l’autodromo non ha avuto dubbi ed è stato lui l’unico eroe della giornata. La Ferrari? Dimenticata sino a quando non tornerà ad essere la Ferrari di una volta.
