L'Iran attende una risposta su Hormuz dagli Usa: "Nessuno venderà petrolio se la nostra sicurezza non sarà garantita" (foto Ansa)
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato di attendersi per oggi, martedì 29 settembre, una risposta ufficiale dagli Stati Uniti alla proposta di Teheran sull’apertura dello Stretto di Hormuz, secondo quanto riferito dai media di Stato.
I mediatori qatarioti “hanno presentato delle idee e noi le abbiamo discusse. Devono sottoporre nuovamente la questione alla parte Usa, dopodiché la risposta finale degli Stati Uniti ci verrà trasmessa tramite il mediatore qatariota”, ha affermato il capo della diplomazia. “I qatarioti sperano che ciò avvenga entro domani (martedì, ora locale)” ha detto Araghchi, che si trova a New York.
“Nego fermamente che l’Iran abbia alcuna flessibilità” rispetto all’accordo sul nucleare, e “al momento l’unica questione sul tavolo è lo stretto di Hormuz”, ha spiegato Araghchi, parlando con la stampa del suo paese a New York. Affermazioni diverse da queste, per il ministro, fanno parte di “una campagna di propaganda che è iniziata qualche ora fa su alcuni media che affermavano e attribuivano affermazioni all’Iran”.
“Nessuno venderà petrolio se la sicurezza dell’Iran non è garantita”
Riferendosi alle recenti dichiarazioni di Trump, il capo negoziatore iraniano, il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf ha dichiarato nel corso di una seduta che “in una regione in cui non vendiamo petrolio, nessuno lo venderà, e se la nostra sicurezza non è garantita, nessuna infrastruttura sarà al sicuro”. Ghalibaf ha definito “delirante” Donald Trump e ha descritto le sue parole come “una ripetizione di affermazioni precedenti. Sia gli americani che gli altri Paesi devono sapere, come abbiamo già detto in precedenza, che in una regione in cui non vendiamo petrolio, nessuno lo venderà, e se la nostra sicurezza non è garantita, nessuna infrastruttura sarà sicura”.
