Cosa farà questo Nam (Nucleo Anti Maranza) che è appena stato creato a Ferrara (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
A Ferrara è nato “il Nam, il Nucleo Anti Maranza, una task force voluta dal Comune della città emiliana per contrastare il fenomeno, che sarà al contempo anche un primo esperimento a livello nazionale”. L’annuncio dal sindaco leghista Alan Fabbri che ha spiegato che “vedrà impegnato in prima linea il Comune di Ferrara e coinvolgerà avvocati, psicologi, assistenti sociali, la polizia locale ed esperti di sicurezza”. Il nucleo è stato creato “alla luce anche degli ultimi fatti di cronaca che hanno portato la devastazione di intere città in Italia, come avvenuto a Bologna e Milano”. Avrà funzione di prevenzione ma anche di “controllo e repressione”.
A Ferrara nasce il “nucleo anti maranza”
“Già in tempi non sospetti avevo lanciato l’allarme maranza, ha spiegato il sindaco leghista, il primo di centrodestra eletto nella città emiliana, perché per noi era un fattore da non poter minimizzare, riconoscendolo invece come una questione da affrontare”.

Fabbri ha proseguito: “Questo nucleo operativo, che avrà funzione sia di prevenzione che di controllo e repressione, intende anche dare una risposta concreta alla preoccupazione emersa in questi giorni. Con questo Ferrara risponde, con i fatti, alle richieste di aiuto e sostegno di tanti genitori, famiglie e commercianti, impauriti dalla situazione di insicurezza crescente, dai comportamenti aggressivo e dal disprezzo verso il bene degli altri”.
Salvini: “Nucleo anti maranza da replicare in tutta Italia, bravo Fabbri”
L’inziativa ha trovato il plauso di Matteo Salvini che su X ha scritto: “Bella iniziativa del sindaco Lega a Ferrara. Da replicare anche in altre città, in tutta Italia. Bravo Alan!”.
Fabrio Anselmo: “Propaganda razzista indice di tempi bui”
Di diverso avviso Fabio Anselmo, l’avvocato candidato per il centrosinistra alle ultime elezioni e noto per aver portato avanti la causa di Stefano Cucchi. Per Anselmo, la task force anti maranza è una “mera attività di bassa propaganda, oltre allo spreco di denaro pubblico sul quale cercheremo di fare chiarezza. Approcciare così il tema, oltretutto con questa terminologia ghettizzante, stigmatizzante, e anche direi razzista, è indice di questi tempi bui. I giovani sono altra cosa, i problemi dei giovani sono altri e la prevenzione è altra cosa”.
Anselmo la ha detto all’Ansa. Ed ha aggiunto: “Gli psicologi, certo, servono: servono occasioni di lavoro, di realizzazione, spazi per fare comunità, oltre agli street bar e oltre gli eventi ludici che, per carità, nessuno vuole cancellare”, ma “la task force anti maranza, con a capo Nicola Lodi, si commenta da sé”, ha proseguito Anselmo, riferendosi all’ipotesi, al momento non confermata ufficialmente dal Comune, che alla guida della struttura venga chiamato l’ex vicesindaco leghista, in precedenza sospeso per la legge Severino.
Ancora Anselmo: “Faccio riferimento alle parole di chi è ben più titolato di me, il presidente della Repubblica, che in questi momenti difficili costituisce un faro che illumina il buio di questa propaganda, che non fa altro che generare odio. Con l’odio non si risolve nulla, se non distrarre la gente dai veri problemi della nostra società e di quelli di Ferrara in particolare. Città con età media elevatissima e che vede i giovani scappare all’estero perché non hanno prospettive di vita e familiari, per i problemi del caro affitti, della mancanza di lavoro. Bisogna offrire ai giovani qualcosa di oltre che la task force anti maranza. È veramente desolante”,
Baraldi (Pd Ferrara): “Questa città non è una polveriera”
Dello stesso avviso anche Ilaria Baraldi, esponente del Pd Ferrarese e anche nella segreteria regionale del partito delega a Diritti, Pari opportunità, Terzo settore: “Questa città non è una polveriera e chi la amministra fa di tutto per accendere la miccia. Basta. A me pare che ci sia un limite a tutto e che questo limite lo si stia superando. Vedere il logo del comune di Ferrara in una grafica che si ispira senza infingimenti al mondo della destra estrema, che dà vita ad un ‘nucleo anti maranza (sic.) a me fa cascare gli occhi”.
La Baraldi ha spiegato ancora che “dentro questa ‘roba’ vedo una serie di limiti culturali, amministrativi, sociali, politici (a partire dal nome: piantatela di usare il termine maranza come fosse un termine giuridico) e poiché costerà qualcosa e sarà pagata con soldi pubblici, avrò l’ardire di chiedere di guardarci dentro e capire bene cosa sia e a cosa si pretende che serva”.
