"Ritorno a Camelot": il Trentino si mobilita contro l'evento degli skinheads veneti. Nazisti, altro che Re Artù (foto Ansa-Blitzquotidiano)
In Trentino, dal 3 al 6 settembre, potrebbe aver luogo l’evento neonazista ‘Ritorno a Camelot’ organizzato dal Veneto Fronte Skinheads. Angelo Bonelli (Avs), ha annunciato la presentazione di un’interrogazione parlamentare al ministro Piantedosi.
Organizzato dal Veneto Fronte Skinheads
Il Pd, con la deputata trentina Sara Ferrari, lancia un appello ai componenti del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica “affinché non autorizzino alcuna manifestazione o assembramento apertamente e dichiaratamente antidemocratico, che veicola principi neofascisti contrari alla nostra Costituzione, in qualsivoglia luogo del territorio trentino”.

Il Pd del Trentino esprime “sconcerto e ferma condanna”, e rivolge “un appello diretto al presidente della Provincia autonoma Maurizio Fugatti, alla giunta provinciale e al Commissario del governo affinché intervengano con immediatezza presso il Ministero dell’Interno per impedire lo svolgimento di questa manifestazione”.
Intanto la Digos e la Questura di Trento stanno “raccogliendo tutti i dati e tutte le informazioni del caso. Al momento non c’è assolutamente nessun tipo di richiesta”, spiega Isabella Fusiello, commissario del governo di Trento, che presiede anche il Comitato, che sarà convocato nei prossimi giorni.
Il tam-tam su Telegram
Al momento non ci sono quindi informazioni sul luogo prescelto per l’evento, anche se sulle chat Telegram l’indicazione è chiara: “Trentino region”.
In passato questo tipo di manifestazione, come l’edizione che si è svolta a Treviso, dove hanno partecipato oltre un migliaio di persone, è stato organizzato su terreni privati o in strutture private.
In questo modo non servono particolari richieste o autorizzazioni e nemmeno i tre giorni di preavviso necessari, in caso di grandi eventi all’aperto, per la comunicazione alla Prefettura. In sostanza non sarebbe una manifestazione ma un evento privato – anche se non un evento qualsiasi, vista la connotazione politica – organizzato in una zona privata.
Il che non esclude il rischio di possibili contatti con gruppi di credo politico opposto, per questo si stanno facendo anche valutazioni sulla gestione della sicurezza.
