Sinistra sempre più esigente, ma la destra che ha accusato il colpo del referendum ha ancora il controllo del Paese (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
Questa sinistra italiana, da qualche giorno, è diventata ancora più esigente. Ha vinto alla grande il referendum, ha dato una spallata al governo, si comporta come se già fosse a Palazzo Chigi ignorando le elezioni politiche del 2027 ritenendole “una semplice normalità”. Per cui tutto quello che fa Giorgia Meloni è uno sgoverno (copyright del Fatto), ogni decisione è considerata un bluff (titolo in prima pagina del “Domani”).
Raccontiamo i fatti che sono come i numeri, cioè indiscutibili. Aerei americani già in volo chiedono alle autorità di Sigonella di poter atterrare in quell’aeroporto che è una delle basi statunitensi in Italia. Pochi minuti per poi dirigersi verso l’Iran e bombardare. La richiesta riceve un netto no dal ministro Crosetto in sintonia con il parere della premier. Significherebbe diventare complici del tycoon in una guerra a cui non vogliamo partecipare. Trump si adira: “Il petrolio cercatevelo da soli”, tuona”. Nei nostri Palazzi, la decisione crea un certo imbarazzo nell’opposizione, ma dura solo lo spazio di un mattino, perchè subito dopo Schlein, Conte e il leader dei cespugli Fratoianni, insieme all’inseparabile Bonelli, si scagliano contro la Meloni. Sapete per quale ragione? Perchè lei afferma che i rapporti con gli Stati Uniti rimangono solidi e di piena collaborazione. Insomma, un putiferio contro Trump, contro il governo italiano che ha voluto dare un colpo al cerchio e un altro alla botte.
Dimenticano alcuni vecchi esponenti della sinistra che cosa abbiano voluto rappresentare gli Stati Uniti per il nostro Paese. Mentre alle Botteghe Oscure si continuava a mangiare pane e Mosca ed a ricevere dall’allora Urss assegni milionari ad un partito capofila comunista in Europa; dall’altra parte Alcide De Gasperi correva a Washington per perorare il piano Marshall, quello che avrebbe poi aiutato l’Italia a risorgere dopo le rovine della seconda guerra mondiale.

La memoria è corta. In alcuni casi, però, non bisogna esagerare e anche se alla Casa Bianca le decisioni a volte lasciano perplessi non si deve appoggiare una causa che ci porterebbe oggi e domani lontano da qualsiasi proposta del Nord e del Sud, oltre che dell’Ovest e dell’Est. È un periodo non proprio felice per il nostro governo. Se affermassimo il contrario vorrebbe dire negare la realtà, perchè il voto referendario non potrà essere messo in un cassetto come se non fosse successo nulla.
La destra ha accusato il colpo, Palazzo Chigi deve capire dove e quando sono stati commessi gli errori. Non basta sostenere “siamo più forti di prima, non c’è nessuna crisi in atto”. Certo l’esecutivo ha ancora il controllo del Paese, ma non sono pochi quelli che a sinistra e a destra invocano le elezioni anticipate. I primi perchè pensano che sull’onda del trionfo i risultati sarebbero ancora favorevoli all’opposizione. I secondi perchè temono il logoramento del governo nell’anno in cui non è facile prendere una decisione.
Si invoca un giorno sì e l’altro pure un intervento della Meloni in Parlamento. Lo ritiene indispensabile il leader dei 5Stelle, lo grida Elly Schlein che non ha paura delle primarie, lo sostengono a gran voce i gemelli della sinistra, lo ripete Matteo Renzi sicuro com’è che la maggioranza si scioglierà prima dell’estate. Quando la premier risponde che sabato prossimo sarà in Parlamento a illustrare il programma del governo da qui alle elezioni, l’imbarazzo si taglia con un coltello, ma tutti sono pronti quel giorno a sparare a pallettoni.
Come si potrà difendere il presidente del consiglio? Primo: non siamo sudditi o schiavi di Trump come qualcuno continua ad affermare. Secondo: l’Italia ha dimostrato con Sigonella che non rompe i patti del passato perchè appartengono al buon nome del Paese che li ha sottoscritti. Terzo, sarà un anno in cui la ricostruzione avverrà e la situazione economica migliorerà a dispetto della situazione internazionale.
Ora è vero che a sinistra il braccio di ferro per le primarie e per chi dovrà essere il numero uno del campo largo è lontano dalla soluzione, ma è altrettanto sacrosanto che anche a destra non si vivono giorni tranquilli. Ci saranno altre purghe? Quale sarà l’atteggiamento di Marina Berlusconi che non è proprio contenta di come vadano le cose a Forza Italia? “Bisogna rinnovare”, confessa, D’accordo, ma in che modo?
Se qualcuno è convinto che si andrà incontro ad un fallimento sbaglia grossolanamente. Semmai questo è un sostantivo che deve appartenere al mondo del calcio. Per la terza volta siamo fuori dai Mondiali, è una vergogna ed un pugno a chi ama il football e soprattutto la maglia azzurra. Oggi, è il momento di dire basta, debbono andarsene tutti a casa e chiudere con tre mandate la porta d’ingresso. Gli esponenti di spicco della Federazione non possono rimanere un momento di più, perchè se è vero che la crisi è totale a chi si può imputare se non ai padroni del vapore? Come si può costruire una nazionale se le squadre di serie A e B sono piene di stranieri che il più delle volte sono dei brocchi e nulla più? Come possono crescere i giovani come Totti, Del Piero, Maldini, Riva, Paolo Rossi se non c’è posto per quelle promesse che non trovano più spazio in quelle compagini in cui i cognomi italiani sono quasi scomparsi? È necessario tornare subito al passato quando gli stranieri non potevano essere più di tre fra i titolari. Punto.
