Francesco Storace (Foto Ansa)
“Spigolosa. Tosta. Lei stessa disse di essere una donna con gli attribuiti, no? L’amarezza ci sta. È durissima dimettersi da ministro. A me è successo. Nel 2006, per il Laziogate. Le concordai con Fini, Berlusconi non voleva. Sette anni dopo venni assolto perché il fatto non sussiste”. Lo spiega, in un’intervista a La Repubblica, Francesco Storace, commentando le dimissioni della ministra Daniela Santanché.
Meloni ha fatto bene a chiederle le dimissioni? “Certo. Purtroppo Daniela era entrata nel mirino della sinistra che la contestava per le inchieste” aggiunge. Lei con Daniela Santanché ci fece un partito. “Sì, la Destra – afferma ancora -. Solo che dopo poco mi mollò per tornare da Berlusconi, che in seguito la nominò sottosegretaria. Il Cavaliere ebbe però la carineria di avvertirmi prima, tramite Verdini: apprezzai molto”. “Il referendum è stata una botta imprevista, ma la premier Giorgia Meloni ha certamente la capacità per ricreare l’entusiasmo attorno a sé” conclude Storace.
