Trump risparmierà le centrali energetiche iraniane fino al 6 aprile. Spagna autorizzata ad attraversare Hormuz (foto Ansa-Blitzquotidiano)
I contatti tra Washington e Teheran ci sono. E anzi, giura il presidente Usa Donald Trump, “stanno procedendo molto bene”, tanto da spingerlo a estendere, su richiesta del regime, di 10 giorni la sospensione degli attacchi sulle centrali energetiche dell’Iran. La nuova deadline è fissata a “lunedì 6 aprile alle ore 20, ora di Washington”.
Invia messaggi contraddittori? “Fake-news”, si lamenta Trump
Un messaggio affidato a Truth con cui il tycoon smentisce, parole sue, “le erronee dichiarazioni diffuse dai media delle ‘fake news'”, intervenendo nello scenario del giorno 27 di guerra, l’ennesimo all’insegna di messaggi contrastanti. Che lasciavano aperto ogni scenario, compreso quello dell’invasione di Kharg, l’isola petrolifera iraniana strategica nel Golfo.

Donald Trump aveva mostrato infatti, ancora una volta, i muscoli parlando di un Iran che sta “implorando di raggiungere un accordo”, senza togliere dal tavolo la pistola quale concreta minaccia di un attacco massiccio: “Saremo il loro peggior incubo” e prendere il controllo del greggio degli ayatollah resta “un’opzione”.
Come dimostrato dal lavoro del Pentagono e del Comando Centrale dell’esercito Usa in Medio Oriente, impegnati a mettere a punto i piani militari per un ‘colpo finale’. I rinforzi dagli Usa sono in arrivo, con migliaia tra marines, forze anfibie e parà, pronti a sferrare un attacco massiccio. Non a caso, per la Cnn, l’Iran si sta preparando, temendo che in cima agli obiettivi del nemico ci sia Kharg, e sta piazzando trappole e mine in tutta la zona.
Teheran intanto aveva ribadito le condizioni poste nel respingere il piano Usa in 15 punti: una su tutte, il controllo dello stretto di Hormuz che “è stata e sarà un diritto naturale e legale dell’Iran“. E attraverso il Pakistan ha spedito a Washington la risposta al piano a stelle e strisce.
L’Iran concede alla Spagna l’attraversamento dello Stretto di Hormuz
Intanto, l’ambasciata iraniana in Spagna ha segnalato oggi che la Repubblica Islamica è disponibile a “qualsiasi richiesta” proveniente da Madrid per attraversare lo Stretto di Hormuz, definendo la Spagna un Paese “impegnato nel diritto internazionale”.
Rispetto alle aperture negoziali di Trump, Israele si è impegnato a colpire il maggior numero possibile di obiettivi chiave in Iran nel timore che la guerra possa fermarsi presto.
Lo riportava il New York Times citando alcune fonti, secondo le quali il premier Benjamin Netanyahu ha ordinato tre giorni fa (il 24 marzo) di compiere ogni sforzo nelle successive 48 ore per distruggere il più possibile dell’industria bellica iraniana. Israele teme che possa essere raggiunto un accordo fra gli Stati Uniti e l’Iran prima del raggiungimento dei suoi risultati.
Il Capo di Stato Maggiore: “Esercito Israele al collasso”
Sempre sul fronte israeliano, il capo dell’opposizione, citando il Capo di stato maggiore, ha denunciato una situazione drammatica delle forze di difesa, giunte secondo le ultime analisi al “collasso”.
Yair Lapid ha rilasciato una dichiarazione in seguito all’avvertimento del Capo di Stato Maggiore riguardo alle gravi carenze che affronta l’esercito. “Alla vigilia della Pasqua ebraica, voglio mettere in guardia i cittadini di Israele. Stiamo affrontando un’altra catastrofe per la sicurezza”, ha affermato Lapid in un intervento video.
”Per 13 anni sono stato membro dei gabinetti di sicurezza e dei più importanti organi di sicurezza dello Stato di Israele. Come primo ministro, ministro degli Esteri, delle Finanze, membro della Commissione Affari Esteri e Difesa. In tutti questi 13 anni, non ricordo un avvertimento di gravità paragonabile a quello che il capo di stato maggiore, il generale Eyal Zamir, ha rivolto ieri sera al gabinetto di sicurezza politica. Chiunque lo abbia ascoltato ieri non potrà dire: ‘Non sapevo’.
