L'ex governatore del Veneto Luca Zaia (Ansa)
Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato la legge di iniziativa popolare sul fine vita. Dopo Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna, è la quarta Regione italiana e la prima amministrata dal centrodestra a dare il via libera. Il provvedimento, che definisce “procedure e tempi per l’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito”, è stato approvato con 32 voti favorevoli, 5 astenuti e 14 contrari. A favore ha votato gran parte della Lega, di Forza Italia e del centrosinistra. Contrari Fratelli d’Italia, Futuro nazionale e Resistere Veneto, la formazione del medico no vax Riccardo Szumski. Ora riparte il dibattito per far approvare una legge nazionale con Forza Italia che si dice pronta. Fratelli d’Italia però frena i facili entusiasmi.
Il relatore del progetto di legge d’iniziativa popolare è stato il presidente della Quinta commissione consiliare, Manuela Lanzarin della Lega. I lavori d’aula erano stati sospesi ieri e sono ripresi stamattina con la conclusione della discussione generale e l’esame degli emendamenti. La legge era stata rinviata in Commissione nel gennaio 2024 durante la scorsa legislatura. Era mancato via libera ai primi articoli ed ora è stata ripresentata nella forma attuale ed ha superato, con modifiche, il nuovo esame dell’assemblea legislativa. Gli emendamenti hanno tenuto conto dei rilievi della Corte costituzionale e di ulteriori proposte dell’esecutivo veneto. Il confronto è stato acceso e a tratti molto ideologico. Alla fine hanno prevalso quelli che chiedevano di guardare alla sostanza del problema e non alla rigidità dei principi.
Zaia: “I temi etici siano una no-fly zone per la politica”
“Sia a destra che a sinistra ci sono favorevoli e contrari. Non c’è uno schieramento netto politicamente, quindi l’unica soluzione è che ci si affidi alla libertà di coscienza e che la politica veda temi come questo, che sono dei temi etici, come una ‘no fly zone’ da lasciare solo da percorrere alla libertà di coscienza”. A dirlo è il presidente del Consiglio regionale del Veneto Luca Zaia. L’ex governatore nella scorsa legislatura si era battuto fortemente per far approvare la legge.
Stefani: “Abbiamo dimostrato che il Consiglio sa assumersi responsabilità”
“Credo che la discussione interna a questo consiglio regionale sia stata proficua e abbia dimostrato che un’aula consiliare sa assumersi delle responsabilità e lo sa fare tenendo conto delle sensibilità, perché gli emendamenti tengono conto davvero della sensibilità anche delle forze politiche di centrodestra”. Queste le parole del presidente della Regione Veneto Alberto Stefani dopo l’approvazione della legge. “È una giornata assolutamente importante. Credo che ogni provvedimento che si assume qui dentro sia importante, questo lo è in particolar modo perché è un tema che è stato tanto discusso che ha a che fare con discussioni di carattere etico”.
Associazione Coscioni: “Dal Veneto una scelta rispettosa per chi soffre”
“Dal Veneto arriva finalmente una scelta rispettosa dei diritti e delle libertà di chi soffre. L’approvazione della legge in Veneto conferma che ‘Liberi Subito’ è una proposta che non appartiene a un partito o a uno schieramento, proprio perché è fondata sulla Costituzione, ed è di fondamentale importanza per dare concreta attuazione al diritto all’aiuto medico alla morte volontaria, già riconosciuto dalla Corte costituzionale grazie alle nostre azioni di disobbedienza civile”. A commentare così sono Marco Cappato e Filomena Gallo, Tesoriere e Segretaria Nazionale dell’Associazione Luca Coscioni.
Cappato e Gallo aggiungono: “Sono stati approvati anche emendamenti che garantiscono tempi ragionevoli dell’intera procedura, a tutela della dignità della persona e in linea con i più recenti pronunciamenti costituzionali sulle leggi delle regioni Toscana e Sardegna. Siamo grati ai 9.000 cittadini che hanno sottoscritto la proposta di iniziativa popolare, e alle Consigliere e ai Consiglieri della Regione Veneto che hanno approvato la nostra legge, pensata per evitare che persone affette da sofferenze insopportabili e irreversibili debbano restare ostaggio di veri e propri calvari burocratici e debbano attendere mesi o anni prima di ottenere una risposta. Mentre il Parlamento continua a non intervenire, sono le Regioni che possono garantire alle persone malate procedure certe, uniformi e trasparenti, per dare garanzie alle persone che soffrono e al personale sanitario”.
Secondo gli esponenti dell’associazione, “la legge garantisce la piena applicazione della sentenza ‘Cappato-Antoniani’ della Corte costituzionale, con cui è stato reso legale nel nostro Paese il ‘suicidio assistito’ a specifiche condizioni. Il nostro traguardo rimane ora l’estensione della legge ‘Liberi Subito’ a ogni Regione italiana dove, pur essendo l’aiuto medico alla morte volontaria già legale in virtù delle pronunce della Consulta, mancano ancora garanzie chiare su tempi e percorsi operativi per pazienti e personale sanitario. Proseguiremo inoltre nel garantire supporto e chiarezza sui diritti di fine vita tramite il nostro Numero Bianco, fornendo informazioni e assistenza anche su disposizioni anticipate di trattamento e cure palliative”.
L’associazione fa un quadro della situazione italiana. Il Veneto è la quarta regione in Italia, le altre tre regioni ad aver dato l’ok al provvedimento sono le “rosse” Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna. La discussione è in corso in Trentino-Alto Adige (Province autonome di Trento e Bolzano) e Umbria. Per quanto riguarda le regioni che vedono la proposta depositata/prossima al deposito e in attesa dell’avvio dell’iter, sono otto: Liguria, Campania, Molise, Marche, Sicilia, Puglia, Lombardia e il prossimo 15 settembre, Piemonte. Nel Lazio e in Calabria è, invece, in corso la raccolta firme. Le regioni non ancora attivate sono, infine, quattro: Abruzzo, Basilicata, Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta.
Apprezzamento per l’approvazione della legge anche dal veneto Alessandro Zan, componente della segreteria nazionale del Pd ed eurodeputato che parla di fine vita come ” battaglia di civiltà, bene il passo in avanti del Veneto” e da Calenda: “Sul fine vita il Veneto fa quello che non fa lo Stato”. Duro il commento di Riccardo Magi di + Europa: “Dalla Lega in Veneto uno schiaffo a Salvini e Meloni”.
Pro Vita: “Dal Veneto un attacco e un tradimento dei cittadini”
Dall’associazione Pro Vita & Famiglia arriva invece una dura critica alla legge approvata in Veneto. L’associazione storicamente vicina alla destra parla di attacco e tradimento dei cittadini: “È stato consumato oggi in Veneto un attacco alla vita e un vile tradimento dei cittadini da parte di alcuni consiglieri di centrodestra, i cui elettori oggi hanno scoperto di aver votato una maggioranza progressista e radicale”. A dirlo è Antonio Brandi, il presidente di Pro Vita & Famiglia che aggiunge: “Innanzitutto è una norma già incostituzionale, come dimostrano le sentenze della Consulta che ha smantellato il cuore delle leggi simili di Toscana e Sardegna, per questo chiediamo al Governo di impugnare anche questa legge. Si tratta inoltre di un gravissimo tradimento politico: la Lega, che ha consentito l’approvazione di questa legge sotto la spinta radicale e martellante di Luca Zaia e del voto favorevole anche del presidente della Regione, Alberto Stefani, smentisce clamorosamente il proprio programma elettorale”.
