La premier Giorgia Meloni (Foto Ansa)
“Coerentemente con la storica posizione dell’Italia, il Governo reputa che l’azione militare esterna non sia la strada da percorrere per mettere fine ai regimi totalitari, ma considera al contempo legittimo un intervento di natura difensiva contro attacchi ibridi alla propria sicurezza, come nel caso di entità statuali che alimentano e favoriscono il narcotraffico”. È quanto si legge in una nota di palazzo Chigi sul Venezuela.
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, “ha seguito gli sviluppi in Venezuela fin dalle loro primissime evoluzioni. L’Italia ha sempre sostenuto l’aspirazione del popolo venezuelano a una transizione democratica nel Venezuela, condannando gli atti di repressione del regime di Maduro, la cui auto-proclamata vittoria elettorale l’Italia, assieme ai principali partner internazionali, non ha mai riconosciuto”.
Da Parigi invece arrivano invece critiche verso gli Stati Uniti.
“Nessuna soluzione politica durevole può essere imposta dall’esterno”. Lo afferma il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot commentando i raid americani in Venezuela e la cattura di Nicolas Maduro. “L’operazione militare che ha portato alla sua cattura viola il principio di non uso della forza, che è alla base del diritto internazionale”, ha scritto il ministro in un messaggio su Twitter: “La Francia ribadisce che nessuna soluzione politica duratura può essere imposta dall’esterno e che solo i popoli sovrani decidono del loro futuro”.
Sulla stessa linea, la CDU tedesca.
“Con il presidente Trump, gli Stati Uniti abbandonano definitivamente l’ordine basato sulle regole che ci ha caratterizzato dal 1945. Il Venezuela è certamente uno Stato non democratico, ma non è l’Iran, che minaccia l’esistenza dei paesi vicini come Israele”, lo ha detto al quotidiano tedesco Bild il parlamentare della Cdu Roderich Kiesewetter e membro della commissione Esteri del Bundestag. Che ha anche aggiunto: “Con l’attacco in Venezuela gli Stati Uniti ritornano alla vecchia dottrina statunitense antecedente al 1940. Un’idea basata sulle zone di influenza nelle quali vige la legge del più forte e non il diritto internazionale”.
Kiesewetter ha anche ammonito l’Europa: “Noi europei dobbiamo emanciparci in larga misura dagli Stati Uniti e, grazie alla nostra forza, rispettare e far rispettare il diritto nella nostra area di responsabilità. Dobbiamo sostenere pienamente partner come il Canada e la Danimarca, che è sotto pressione da parte degli Stati Uniti a causa della Groenlandia. Trump sta distruggendo ciò che resta della fiducia negli Stati Uniti”.
Il Primo Ministro britannico Keir Starmer ha detto che il Regno Unito non è stato “in alcun modo coinvolto” nell’operazione statunitense in Venezuela, e che attende maggiori informazioni prima di rilasciare dichiarazioni: “Dobbiamo rispettare il diritto internazionale. Ma penso che in questa fase, con la situazione in rapida evoluzione, dobbiamo stabilire i fatti e partire da lì”.
“Seguendo da vicino la situazione in Venezuela – le parole invece della presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen – siamo al fianco del popolo venezuelano e sosteniamo una transizione pacifica e democratica. Qualsiasi soluzione deve rispettare il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite. Insieme all’Alta rappresentante Kaja Kallas e in coordinamento con gli Stati membri dell’Ue, ci assicuriamo che i cittadini dell’Ue nel Paese possano contare sul nostro pieno sostegno”.
