(Foto Ansa)
La stabilità del Sistema Solare potrebbe avere una scadenza molto più ravvicinata di quanto ipotizzato finora, almeno su scala astronomica. Quando il Sole esaurirà il proprio combustibile, infatti, i pianeti più esterni potrebbero non sopravvivere per cento miliardi di anni, come previsto da alcuni modelli, ma andare incontro a un destino caotico già entro un miliardo di anni dalla trasformazione della stella in nana bianca.
La ricerca
A indicarlo è uno studio guidato dal California Institute of Technology e pubblicato su The Astrophysical Journal Letters, che ha analizzato l’evoluzione delle orbite di Giove, Saturno, Urano e Nettuno.
Il Sole dovrebbe esaurire l’idrogeno nel nucleo tra circa cinque miliardi di anni. Si espanderà quindi fino a inghiottire Mercurio e Venere, mentre la Terra potrebbe essere risparmiata, pur diventando inabitabile. Dopo aver espulso gli strati esterni, la stella collasserà in una nana bianca, destinata a raffreddarsi lentamente.
Per valutare le conseguenze sui pianeti esterni, i ricercatori guidati da Konstantin Batygin hanno combinato modelli dell’evoluzione solare e simulazioni orbitali, esaminando 672 scenari. Nel 96% dei casi è emersa un’instabilità fatale entro tre miliardi di anni dalla formazione della nana bianca; nel 40% dei casi, invece, i problemi sono iniziati ancora prima. Tra gli esiti possibili figurano l’espulsione di pianeti dal Sistema Solare e lo scambio delle orbite tra Urano e Nettuno.
