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Papa Francesco, sondaggio fra i cattolici Usa: “Piazze piene, chiese vuote”

Papa Francesco, sondaggio fra i cattolici Usa: "Piazze piene, chiese vuote"

Il sondaggio del Pew Research Center

WASHINGTON – La stragrande maggioranza dei cattolici americani ritiene che Papa Francesco abbia sicuramente influenzato il loro modo di pensare, ma non i loro comportamenti, ovvero che abbia rafforzato la loro fede ma non tanto da riportarli a messa.

L’effetto Francesco si può sintetizzare con “piazze piene, chiese vuote”, parafrasando Nenni. Bergoglio si dimostra capace di riempire le piazze, virtuali e reali, ma non di convertire i suoi sempre più numerosi “fan” in cattolici praticanti. Questo è quanto risulta da un sondaggio – rilanciato dal New York Times – del Pew Research Center, centro di ricerca sui temi sociali e di opinione pubblica.

Se, per il 71% degli intervistati, con il nuovo Papa si è assistito a un grande cambiamento negli orientamenti della Chiesa. Ma sarà difficile per Bergoglio tradurre in pratica le grandi aspettative di radicale rinnovamento che ha creato fra i cattolici americani.

In primisla posizione della Chiesa contro i metodi contraccettivi che, secondo sei cattolici americani su dieci, dovrebbe essere rivista entro il 2050. Altre questioni sulle quali viene richiesto con forza un cambiamento concreto sono: possibilità di matrimonio per i preti (a favore cinque cattolici americani su dieci) e di sacerdozio per le donne (quattro su dieci), nonché, per più dei due terzi, il riconoscimento dei matrimoni gay.

D’altra parte, concreti passi avanti Papa Francesco li avrebbe fatti in questioni, non a caso, meno spinose e più largamente condivisibili quali: la lotta alla pedofilia (dove l’azione di Bergoglio risulta efficace per il 54%), la rivitalizzazione della fede cattolica (81%), l’affermazione dei valori morali tradizionali (81%), l’azione di aiuto e assistenza ai poveri (76%) e l’alleggerimento della burocrazia vaticana (62%).

L'”effetto Francesco” si sarebbe concretato, inoltre,  in un maggior numero di credenti praticanti e di non credenti convertiti al cattolicesimo, anche se “non abbiamo prove chiare” di questa tendenza positiva, secondo quanto afferma Mary Ann Walsh, direttrice dei rapporti sulla stampa alla Conferenza statunitense dei Vescovi cattolici.

Da un lato, infatti, ben il 40% degli intervistati afferma di sentirsi “rafforzato” nella propria fede dal nuovo Papa, ma dall’altro, dando uno sguardo ai dati, solo il 5% dei cattolici ammette di andare in chiesa più che in passato, mentre il 22% afferma l’esatto contrario. E ancora, 22% era e rimane la percentuale di americani che si professano cattolici.

Ma allora, bisogna dedurre che, con Papa Francesco, nulla è cambiato? Non proprio. Benché, infatti, non sia aumentato di molto il numero dei cattolici americani che vanno regolarmente in chiesa, tuttavia, va segnalata come significativa l’interruzione del trend negativo di fedeli praticanti, che sembrava proseguire inesorabile sin dagli anni 50 del ‘900.

L’inchiesta, condotta dal 14 al 23 febbraio scorso, include 1.821 adulti, con un margine d’errore di circa tre punti percentuali.

A un anno dall’elezione a Papa di Jorge Mario Bergoglio (dopo le dimissioni del meno popolare Papa Benedetto XVI), l'”effetto Francesco” sembra quindi farsi sentire anche tra i cattolici americani, i quali riconoscono a Francesco la capacità di risvegliare e catalizzare gli entusiasmi dei credenti, grazie al suo modo di essere – vicino a quelle che sono le categorie tendenzialmente più lontane alla Chiesa: i giovani, per ragioni generazionali, e i poveri, per più pressanti necessità materiali di vita quotidiana. Significativi e potenzialmente innovatori sono stati percepiti dall’opinione pubblica americana gesti e atti quali, per esempio, l’uso che il Papa fa di Twitter e, ancor prima, la stessa scelta di chiamarsi “Francesco”, con espresso richiamo al Santo dei poveri.

Resta da capire se e fino a che punto l’effetto Francesco si limiti ad un – seppur significativo – maggior coinvolgimento emotivo dei cattolici americani, ovvero se riesca piuttosto a dare risposte concrete e coraggiose alle istanze di rinnovamento interno della Chiesa e dei suoi dogmi che, sempre più pressanti, emergono della società civile americana.

 

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