Luca Spada, il video del paramedico sospettato di aver ucciso 5 pazienti che chiede alla collega: "Cosa c'entra l'accertamento medico legale?" (foto da video)
A Forlì è cominciato il processo a Luca Spada, il 28enne di Meldola, ex autista della Croce Rossa, imputato per l’omicidio pluriaggravato di Deanna Mambelli, 84 anni, pensionata morta durante un trasporto secondario dall’ospedale di Forlì ad una clinica privata per una riabilitazione post-intervento il 25 novembre 2025.
Spada, in carcere da aprile, si è sempre detto innocente. I magistrati che hanno coordinato le indagini dei carabinieri del Nas, sospettano che il paramedico sia responsabile di altri cinque casi, tutti anziani pazienti trasportati sulle ambulanze mentre era in servizio come autista soccorritore e che avrebbe assassinato, in ipotesi d’accusa, iniettando aria in vena.
Deanna Mambelli è morta il 25 novembre mentre veniva trasportata in ambulanza dall’ospedale a una clinica per la riabilitazione. In quell’ambulanza c’era Luca Spada. In un filmato girato da un dipendente dell’ente di soccorso, si vede Spada che discute con due colleghe. Il filmato è stato poi ripreso da diversi quotidiani e tv tra cui la Rai.
Una delle due, che si trovava con lui nell’ambulanza quando è deceduta la signora spiega che i medici vogliono fare un accertamento legale (gli inquirenti erano già sulle tracce di Spada ndr). Spada, non nascondendo una certa preoccupazione chiede: “Ma cosa c’entra l’accertamento medico legale?” . La collega risponde: “Perché secondo me nel momento in cui è stata dimessa era ancora in carico della cardiochirurgia”. Luca Spada, detto Spadino dai colleghi, chiede ancora: “Ho capito ma te hai mai visto uno che si dà la zappa sui piede da solo?”. Con questa frase l’uomo intende dire che sarebbe controproducente, per i medici dell’ospedale, disporre un accertamento del genere. La collega non nasconde un certo sospetto che ha su di lui e controbatte: “Te hai mai visto uno che dimesso va in arresto nel ponte?”. Secondo i legali delle parti offese e per la procura questo video costituisce un indizio importante che inchioda il soccorritore 28enne alle sue responsabilità.
