Serie A al via tra caldo, troppi stranieri e nuove regole: così affonda la Nazionale (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
Domani, in pieno agosto, con un caldo insopportabile, riprende il
campionato di calcio, il più blasonato, quello di serie A per intenderci. Gioie e dolori: per alcune migliaia di tifosi sarà un anno da non dimenticare, per altri una stagione che non troverà posto negli annali di quella squadra. Avviene da tempi immemorabili, da quando il calcio è diventato lo sport più popolare del nostro Paese.
Però, se da tanti anni, la Nazionale, cioè i nostri azzurri, non prendono parte ai
mondiali una ragione ci deve essere. Solo chi si nasconde dietro il paravento dell’ipocrisia può lasciar correre e non trovare i rimedi necessari. Stiamo ai fatti e prendiamo ad esempio la campagna acquisti e cessioni che si concluderà tra una manciata di giorni. I colpi che hanno trovato grande spazio nei giornali sportivi hanno avuto per protagonisti solo giocatori stranieri: Jones all’Inter, Mora alla Roma, Bamba alla Lazio? “Chi è quest’ultimo” hanno gridato imbestialiti i tifosi biancazzurri al presidente Lotito? Non ha passato le visite mediche, è stato rispedito a casa. Vuol dire che a volte si preferisce uno sconosciuto (magari senegalese) ad una promessa del nostro calcio.
Per dare una spolverata di notorietà, sono state introdotte nuove regole che serviranno a poco. Gli arbitri saranno inflessibili con le perdite di tempo: i furbetti che cadendo fingeranno di non potersi rialzare, saranno prima ammoniti e poi espulsi. Il tempo effettivo di una partita di calcio sarà di novanta minuti, tranne il recupero che deciderà il direttore di gara. Non si potrebbe fermare il cronometro come già accade nella pallacanestro, nel rugby, nella pallanuoto, aiutando gli arbitri a non sbagliare. I calci di rigore potranno
essere ripetuti se chi li calcia commette una scorrettezza come toccare il pallone due volte. Il portiere potrà tenere la palla prima del rinvio per un massimo di otto secondi. Se sgarra, c’è pronto il cartellino giallo. Infine la moviola che avrà più potere, nel senso che un giocatore ammonito potrà essere riconosciuto “non colpevole” e potrà continuare la partita privo di sanzioni.
Sono tutti provvedimenti che renderanno le regole più rigide, ma non risolveranno i veri problemi del calcio. Cioè, il fatto che sono anni che non partecipiamo ad un mondiale visto che un ragazzino di dodici anni non avrà mai avuto finora la soddisfazione di tifare per gli azzurri in quel campionato. Dove si nasconde il rebus che non ha più diritto di definirsi tale? Proprio in quel mercato estivo che dovrebbe cambiare il volto di alcune squadre, se non tutte.
Gli italiani che calcano i nostri campi sono sempre di meno. Gli stranieri abbondano e leggere una formazione dà i brividi perchè i cognomi noti nel Paese chiamato Italia sono quasi scomparsi. In agosto, una unica eccezione
con l’acquisto di Davide Frattesi passato dall’Inter alla Lazio. Come si può pensare di costruire una squadra nazionale se le regole rimarranno le stesse?
Chi vuole giustificarsi parla di un mercato impazzito che tratta i milioni come bruscolini. Se non ci stai sei fuori e rimarrai sempre una calzetta se non ti adegui. È su questo campo che si deve intervenire, calmierando trattative che non hanno più il peso del principio della responsabilità. Il tifoso che legge
certe cifre e le raffronta a quelle che guadagna dopo un mese di lavoro ha molte ragioni per allontanarsi da uno sport che ama ancora.
Il professionismo dilaga in tutte le discipline. Un Nicola Pietrangeli o un Adriano Panatta avrebbero mai sognato premi del genere? Cinque o sei milioni di euro per la vittoria in un torneo blasonato? È quindi arrivata l’ora di cambiare registro, di respingere le tante bufale provenienti dall’estero che poi vengono rimandati in Patria senza un euro di rimborso. Bisogna dare più spazio ai giovani, dare maggior credito alle loro esperienze, non lasciarli soli ad aspettare tempi che magari non arriveranno mai.
Claudio Ranieri che Giovanni Malagò ha chiamato a far parte dello staff azzurro lo ha ripetuto con chiarezza il giorno dell’insediamento Lui è un anziano allenatore che ha vinto lo scudetto in Inghilterra con una squadra a cui nessuno dava credito. Forte di questi precedenti la speranza è che si possa voltare pagina, dando lo spazio dovuto ai giovani che lo meritano con la prospettiva di calmierare un mercato che non ha più limiti.
