Blitz quotidiano
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Crozza, “a Padova figli di troiani”. Ma il sindaco Bitonci..

VENEZIA – Padova abituata a essere governata da “figli di troiani”, però il sindaco Massimo Bitonci “è un grande. […] Tolto lui Padova è una città straordinaria”, “da quando c’è lui, anche palazzo della Ragione è passato dalla parte del torto”. Raid di Maurizio Crozza nel Nord Est, a Padova e Pordenone, con strascico di polemiche, aria di querele, cui Crozza sembra ormai rassegnato. Come ha riferito il Corriere Veneto;

“Ci hanno querelato tutti, anche la Gabanelli”.

Ora aspetta quella di Bitonci:

“Il Corriere del Veneto l’ha soprannominato la querela più veloce del West”.

Per ora Bitonci l’ha messa sui sentimenti. Come sindaco sta facendo bene, a parte le punte di demagogia naturali in un politico che vuole voti, la gente è con lui e forse ha capito che querelare può fare dell’aggressore una vittima:

“Ringrazio il signor Maurizio Crozza, per aver offeso dal palcoscenico me e i miei familiari, dandomi del figlio di tr… proprio nel giorno dell’anniversario della morte di mia mamma, scomparsa nel 2008 per un tumore, dopo mesi di agonia”.

La cronaca degli spettacolo di Maurizio Crozza a Padova, Kioene Arena, venerdì 27 e a Pordenone, Forum, sabato 28 maggio 2016,  su Corriere Veneto e Gazzettino costituisce un bell’esempio di come un bravo professionista può trasferire il suo humour in provincia con un po’ di cultura e di ricerca.

A Padova, la sigla musicale è stata un adattamento locale della canzone “New York New York” (Liza Minnelli, Frank Sinatra), diventata “Padoa Padoa”:

“Padoa Padoa, c’avete gli schei / ma avete anche un sindaco che odia i gay”.

La cronaca di Michela Nicolussi Moro per il Corriere Veneto è ampia e dettagliata (più sintetiche quelle di Mattino di Padova e Gazzettino di Venezia):

“Padova è una città di cultura, arte, Università. Galileo ha insegnato Matematica per 18 anni e poi ha detto: qui non capiscono un c… e allora ci ha insegnato a fare lo Spritz. Cosa dire di una città che inventato lo Spritz? Per me Padova è come una capitale del mondo, è come New York, appunto. Padova è la città che di notte non dorme mai, perché in giro ci sono tutti quelli che bevono Aperol. Come fai a dormire? E poi avete il sindaco sceriffo, il John Wayne del Canton del Gallo.

 

Poi l’attacco al sindaco:

“C’è mica Bitonci in sala? Sì, figurati se viene a vedere me. Da quando c’è lui a Padova anche il Palazzo della Ragione è passato dalla parte del torto. Bitonci sta facendo la lotta contro le Unioni civili, ha detto che lui non le celebrerà mai a Palazzo Moroni, ce l’ha così tanto con i gay che in confronto a lui Adinolfi (il leader del Popolo della famiglia, ndr) è Ricky Martin. Beh, Padova è figlia di Antenore, quindi siete abituati a essere governati da figli di troiani”.

E ancora:

“Padova è una città straordinaria. Pensa come sarebbe stata contenta Liza Minnelli se fosse nata qui, invece ci è nato David Parenzo. Com’è strana la natura. Padova è bellissima, gli italiani la amano da morire, ci sono anche animali unici: la gallina padovana è l’unica che va dal parrucchiere. E il radicchio di Treviso? Sembra un gioiello e infatti costa più di Tiffany”.

Una strizzata d’occhio contro i meridionali e il presidente della Campania,Vincenzo De Luca, che dice:

“L’Arena detta di Verona? Un palasport senza tettuccio, un Colosseo di serie B rispetto alla Reggia di Caserta”.  Diego Della Valle “che veste come Oscar Wilde” e “il dentino” Renzi che ha un debole per la Boschi. Gran finale con Razzi, il senatore sgrammaticato italo-svizzero che vuole fare il sindaco di Roma: “Ci provano tutti, perché io no?”.

Pier Paolo Simonato, racconta per il Gazzettino di Venezia la serata a Pordenone davanti a “almeno 2 mila persone”, che

“hanno riso, cantato, dialogato con il comico che ha frullato di tutto, partendo dalla sua “visione” di Pordenone, l’ex Manchester del Friuli”:

“Essere qui è il sogno di una vita, volevo anche farci il viaggio di nozze: qui avete Mal dei Primitives e il “muset”, le due cose più indigeste d’Italia. Siete l’unico Comune che ha più liste civiche che numeri civici. Nel 1968 c’era il maggio francese, l’amore libero e voi che facevate pratica per l’indipendenza da Udine”.