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Furti con chiave bulgara: rubavano anche da salvadanai bimbi

TORINO – Entravano nelle case e nelle agenzie assicurative e usavano la chiave bulgara per aprire le serrature dei portoni delle case e delle casseforti. I ladri non risparmiavano nulla, nemmeno i salvadanai dei bambini che trovavano nelle abitazioni. Otto cittadini geni che componevano due bande sono stati fermati il 17 marzo dai carabinieri di Chivasso dopo le indagini eseguite dalla procura di Ivrea. I ladri colpivano gli appartamenti di Piemonte, Lombardia e Valle d’Aosta e sono accusati di almeno 11 furti. Dalle perquisizioni nel loro covo è stato trovato un bottino da 500 mila euro in refurtiva, 300 mila euro in contanti e 120 monete d’oro.

La particolarità delle due bande sgominate dai carabinieri di Chivasso, che sono accusati di 11 furti ma sospettati per almeno 40 razzie, era proprio l’utilizzo della chiave bulgara, una serie di ferri e grimaldelli con cui scassinavano portoni a doppia mandata e casseforti, scrive anche l’Adnkronos:

“Nel corso dell’operazione sono state eseguite 10 perquisizioni durante le quali 50 militari hanno recuperato 500mila euro di refurtiva, 295mila euro in contanti e 120 monete d’oro. Partiti dalla comparazione di una serie di furti compiuti nelle province di Torino, Aosta, Alessandria, Cuneo, Asti e Pavia, i carabinieri hanno individuato due distinti gruppi criminali che operavano senza effrazioni, con la tecnica della ‘chiave bulgara': grazie, cioè, a un set di ferri e grimaldelli erano in grado di sbloccare le serratura a doppia mappa di tutte le porte di abitazioni o casseforti.

Le indagini hanno portato ad accertare 11 furti, anche se non si esclude che possano essere oltre 50 i colpi messi a segno. Il bottino era rappresentato da oro, argento, gioielli, cellulari, orologi, denaro, computer, macchine fotografiche, uova di Pasqua e anche salvadanai dei bambini”.


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