Cronaca Italia

Grida “Allah akbar, vi uccideremo tutti” ma ha chiesto asilo, non può essere espulso

Marong Bakary

Grida “Allah akbar, vi uccideremo tutti” ma ha chiesto asilo e non può essere espulso. Marong Bakary nella foto della polizia

PADOVA – Di troppo garantismo si può morire. La complessità forse eccessiva delle procedure è messa in evidenza dal caso di Bakary Marong, 22 anni, africano del Gambia, richiedente asilo politico. Risulta senza fissa dimora e ha avuto precedenti contatti con le forze dell’ordine per spaccio. Forse sotto l’effetto di stupefacenti, mercoledì 30 agosto ha gridato “Allah akbar” durante un controllo di polizia ai Giardini dell’Arena. Due agenti hanno notato due giovani di colore che confabulavano e hanno deciso di controllarli. Mentre si avvicinavano, uno dei due si è allontanato di corsa.

L’altro, rimasto a confrontarsi con la Polizia, teneva in mano una copia del Corano. Quando gli hanno chiesto i documenti si è messo a urlare «Allah akbar», scagliandosi contro un agente. Uno dei due poliziotti è stato afferrato al collo dall’africano chlo ha aggredito a pugni, calci e gomitate e colpi di Corano, che impugnava come un corpo contundente. Poi ha invocato la strage di Barcellona, sventolando il Corano, inneggiando all’Is: Ha fatto bene l’Isis ad ammazzare tutti in Spagna. Vi uccideremo tutti, siete degli infedeli”.

Dovrebbe essere espulso, secondo l’antiterrorismo, riferisce Marina Lucchin sul Gazzettino di Venezia. Ma lui ha fatto ricorso, dunque, finché non si concluderà l’iter, il questore non potrà procedere. Solo il Ministero può procedere, se ravvisata la pericolosità sociale del soggetto, con l’eventuale espulsione.

Bakary Marong è stato processato per direttissima: il giudice ha convalidato l’arresto per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e anche per istigazione al terrorismo.  E lo ha rimesso in libertà.

Il nuovo processo sarà celebrato il 6 settembre prossimo ma nel frattempo il giovane africano è libero. L’unica misura che dovrà osservare è il divieto di dimora in Veneto. Cosa che, statisticamente, accade di rado, nota Enrico Ferro sul Mattino di Padova.

La Questura di Padova nel frattempo ha le mani legate. Il gambiano non può essere espulso. Bakary Marong ha fatto ricorso al primo pronunciamento della commissione che si riunisce per valutare la legittimità delle richieste da parte dei richiedenti asilo. Il ricorso promosso impedisce qualsiasi azione nei suoi confronti fino al pronunciamento finale del giudice.

A meno che il suo caso non venga preso in carico direttamente dal Viminale.

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