Cronaca Italia

Hotel Rigopiano, Gabriele D’Angelo morto assiderato sotto la valanga

Hotel Rigopiano, Gabriele D'Angelo morto assiderato sotto la valanga

Hotel Rigopiano, Gabriele D’Angelo morto assiderato sotto la valanga (Foto Ansa)

PESCARA – Gabriele D’Angelo è morto assiderato sotto la valanga che ha travolto l’hotel Rigopiano il 18 gennaio dopo il terremoto. L’autopsia ha svelato che sul corpo di Gabriele, una delle 24 vittime della valanga, non ci sono né segni di traumi, né di asfissia. La prolungata esposizione al freddo ha portato alla morte l’uomo, la cui unica speranza di sopravvivenza sarebbe stata di venire salvato entro due ore dall’essere sepolto dalla neve.

Il bilancio ufficiale delle vittime sale a 24, il numero dei dispersi scende a 5. Otto le persone finora in salvo la mattina del 25 gennaio, a una settimana dalla tragedia. Domenico Angelucci, medico legale di parte della famiglia della vittima, ha eseguito l’autopsia sul corpo di Gabriele D’Angelo e ha dichiarato all’Ansa:

“Non ci sono segni di traumi né di asfissia come emorragie congiuntivali. Secondo noi se fosse stato soccorso entro due ore probabilmente poteva essere salvato”.

Secondo l’opinione del medico legale Angelucci, con molta probabilità anche il maitre Alessandro Giancaterino dovrebbe essere morto per la stessa causa, per il semplice fatto che sono stati ritrovati vicini e nelle stesse condizioni.

”Passate le due ore ogni soccorso sarebbe stato inutile”, spiega Angelucci. Ora le autopsie devono spiegare alla Procura quello che è il quadro spazio-temporale dei decessi, ma ancora non sono disponibili tutte le informazioni necessarie. Per capire insomma luoghi e tempi delle singole morti al fine di indirizzare le indagini con maggior chiarezza sul prima o sul dopo la valanga. Sulla prevenzione o sui soccorsi.

 

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