E’ ufficialmente cominciato il ritiro dei vaccini sicuramente inutilizzati e forse addirittura inutili. Erano, sono i vaccini per l’influenza A. La Direzione generale prevenzione e sanità del ministero della salute il 12 febbraio con una circolare ne ha disposto il ritiro. Sono 9 milioni e 147 mila unità su 10 milioni e 47 mila a suo tempo distribuite. Addirittura 24 milioni quelle acquistate dalla multinazionale Novartis. Circa novecentomila quelle effettivamente utilizzate. Tutte le altre dove andranno a finire?
Tra polemiche e ritardi, quindi, il ministero ha deciso di chiudere la partita e di riprendere indietro i vaccini inutilizzati. Per mandarli dove? Ancora non è dato saperlo ma le possibilità non sono molte.
Una parte dovrebbe rimanere a disposizione dello Stato, per un’eventuale riacutizzarsi della pandemia. Un’altra parte dovrebbe essere inviata all’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) e un’ultima parte inviata ai paesi più poveri. Come d’altronde aveva proposto poche settimane fa lo stesso Oms.
Una cosa appare certa. Dei milioni versati dallo Stato italiano alle industrie farmaceutiche produttrici, difficilmente tornerà indietro anche solo un euro.
E non saranno nemmeno pochi i vaccini che verranno sprecati del tutto. Quelli che infatti sono stati inviati ai medici di base non saranno raccolti perché facilmente deteriorabili. Finiranno con lo scadere in qualche scaffale di studio medico.
22 febbraio 2010 | 18:15 Letto 929 volte
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TAG: cmapagna vaccinazione, fazio, h1n1, influenza a, ministero, ritiro, sacconi, vaccini
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