Blitz quotidiano
powered by aruba

Marco Fassoni Accetti, leggi perizia integrale in PDF

ROMA – Marco Fassoni Accetti è “capace di intendere e di volere”. Lo dice la perizia del perito e docente universitario Stefano Ferracuti nominato dai magistrati del tribunale di Roma. Fassoni Accetti, il fotografo romano “reo confesso” del “rapimento” di Emanuela Orlandi e di Mirella Gregori e sul cui capo pende l’accusa di calunnia e autocalunnia con l’annesso rinvio a giudizio. Per leggere il testo della perizia completa clicca qui.

Non solo il perito fa un ritratto della personalità di Accetti come piuttosto disturbata, ma demolisce anche le “confessioni” rese ai magistrati dimostrandone sia l’inconsistenza sia la costruzione avvenuta solo su particolari resi noti da articoli e libri che si sono occupati del mistero Orlandi e annesso mistero Gregori. Dei fatti non resi pubblici e non figuranti comunque agli atti Accetti non sa cioè nulla:

“Tutte le informazioni fornite dall’Accetti erano tuttavia presenti negli atti dell’istruttoria formale e quindi reperibili da lui fin dal 1997, mentre avrebbe dimostrato di conoscere ben poco e fornito indicazioni poco precise e confuse su particolari che non erano stati oggetto di pubblicazioni. [….] Importante è anche la deposizione del 18 Aprile 2013 in merito all’analisi della telefonata di “Mario” nel caso Orlandi/Gregori, in cui l’Accetti dimostra di conoscere pochi dettagli, e di non conoscere nemmeno la durata o il contenuto della chiamata. Queste informazioni infatti, rispetto ad altre telefonate, non erano state diffuse o pubblicate nel corso degli anni, per cui era estremamente difficile risalire ad esse per persone esterne alla vicenda”.

Accetti nelle sue “confessioni” ha raccontato, come è ben noto, che la scomparsa delle due ragazze doveva essere temporanea e aveva il placet sia delle ragazze che dei rispettivi genitori, ma leggendo la perizia si scopre che la scomparsa doveva durare solo “poche ore”. Resta così inspiegabile perché mai lo stesso Accetti abba insistito a raccontare che Emanuela era stata ospitata per un periodo prima in un residence di Trastevere, per giunta libera di muoversi a piacimento e anche di andare a passeggio, e per un altro periodo in un camper: come si vede, le “poche ore” erano in realtà almeno diversi giorni.

Il perito nota che nel suo disinvolto cambiare le carte in tavola  Accetti della “fazione vaticana” di cui ha raccontato di avere fatto parte ha prima raccontato che era composta da molti prelati anche di Curia, dei quali però non fa mai neppure un nome, poi però ha raccontato che era composta “solo da quattro gatti”. Analogamente, prima dice che ne facevano parte molte donne, poi invece che ne facevano parte poche, solo quelle necessarie ad avvicinare e convincere le due ragazze da “rapire”. Leggendo le 38 pagine della relazione di Ferracuti si scopre anche che se pubblicamente Accetti s’è sgolato a sostenere che la sua “fazione” appoggiava la politica anticomunista dell’allora Papa Wojtyla, ai magistrati invece ha “rivelato” che era contraria.

Immagine 1 di 13
  • Emanuela Orlandi, il 5 maggio ultima sentenza in Cassazione
  • La mamma di Emanuela
  • Emanuela Orlandi
  • foto d'archivio
  • Manifesto per Emanuela Orlandi nei giorni dopo la scomparsa
  • Pietro Orlandi aggancia Papa Francesco in una passeggiata domenicale ma non riesce a ottenere udienza
  • Pietro Orlandi a una marcia per Emanuela, nel maggio 2012 (foto Lapresse)
  • Pino Nicotri presenta il libro sul caso Orlandi. L'intervista a Radio Radicale
Immagine 1 di 13