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Prof Maria Erminia Maglio: “Cacciata da preside per aspetto fisico”

AVELLINO – Maria Erminia Maglio ha 31 anni, i titoli per insegnare nelle scuole superiori, ma un aspetto fisico che non è piaciuto al preside che avrebbe dovuta assumerla. La professoressa infatti soffre di una semiparesi dei muscoli facciali e di ptosi palpebrale, cioè palpebre cadenti, ritenute non idonee dal preside dell’Istituto agrario Pastori di Brescia a portarla in cattedra, e così l’ha cacciata. Una discriminazione avvenuta sull’aspetto fisico di Maria Erminia Maglio e non sulle sue competenze e sui suoi titoli.

Alfonso D’Acierno sul Mattino scrive che il padre della giovane ora ha deciso di fare uno sciopero della fame contro l’ingiustizia subita dalla figlia e ne racconta la storia:

“Maria ha una Laurea magistrale in produzione animale (110 e lode), più il dottorato triennale con abilitazione alla libera professione di agronomo ed abilitazione all’insegnamento. A settembre 2015 viene nominata supplente di esercitazione agraria presso l’istituto «Pastori» di Brescia. Maria però ha una peptosi palpebrale e semiparesi dei muscoli facciali. Questo non gli ha impedito di completare brillantemente il suo percorso di studi e conseguire l’abilitazione all’insegnamento. Ma la sua odissea inizia da Brescia, quando il dirigente scolastico la invita a rinunciare.

Maria non sa a chi rivolgersi e chiama il padre Giovanni, anch’egli docente di discipline agrarie, che presenta al dirigente scolastico il curriculum e il percorso professionale della figlia. Qui una seconda umiliazione, quando il dirigente scolastico deride la professoressa chiedendole come mai si fosse fatta accompagnare dal padre al primo giorno di insegnamento.

A questo punto il dirigente scolastico chiede il parere medico: altra umiliazione. Maria, a questo punto, decide di rinunciare alla supplenza e di partecipare al concorso in Piemonte. Il destino però le è avverso perché il Ministero dell’Istruzione decide di accoppiare Piemonte e Lombardia e lo stesso dirigente scolastico bresciano è presidente della commissione che trova il modo di bocciare la ragazza. Per rivendicare i diritti umani della figlia il papà Giovanni Maglio da questa mattina attuerà uno sciopero della fame davanti all’Istituto agrario di Avellino”.


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