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Sofia Sabhou, ultima ragazza Gabriele Defilippi. E’ la voce?

IVREA – Si chiama Sofia Sabhou ed è la nuova ragazza dei misteri nel caso di Gabriele Defilippi, il ragazzo in carcere per l’omicidio della prof Gloria Rosboch. A fare il suo nome è Massimo Numa su La Stampa. Lei è la fidanzata di Gabriele e dopo il delitto sarebbe tornata in Marocco, anche se i genitori assicurano che lei non c’entra niente.

Numa ricostruisce quello che definisce il giallo dei telefonini:

alle 19 del 13 gennaio, quando Gloria sparì nel nulla ed era già morta da alcune ore, la cella di Montalenghe, a un paio di chilometri dalla casa della ragazza, aggancia il telefono della madre di Gabriele, Caterina Abbattista, che – in teoria – avrebbe dovuto essere in servizio nel reparto Pediatria dell’ospedale di Ivrea. Tra le ipotesi, da tempo al vaglio dei carabinieri del colonnello Domenico Mascoli, c’è anche quella secondo cui avrebbe potuto incontrarsi con il figlio assassino, il suo complice, cercando forse di coinvolgere l’innocente Sofia nel tentativo di costruirsi un alibi. Sofia da due settimane se ne è andata in Marocco, ospite dei familiari, ieri sentiti a lungo dagli inquirenti. Mohamed, ricorda cosa accadde il 13 gennaio? Gabriele venne qui, a Montalenghe? «Mia figlia, a quanto ne so, lo vedeva raramente, forse di nascosto. Comunque non ricordo». Perché Sofia ha lasciato l’Italia? «E’ in ferie, quando ho letto i giornali, la storia della Rosboch, i 187 mila euro spariti, ho detto ai miei: “E’ stato lui!”».

E sempre il giornalista de La Stampa spiega quale potrebbe essere stato il suo ruolo (ammesso che ce ne sia stato uno) nella vicenda:

Sia Gabriele, sia la madre, non l’hanno mai nominata nei verbali. Era forse sua la voce femminile che ha simulato con Gloria Rosboch di essere la «dottoressa De Martino», inesistente direttrice della San Paolo di San Giusto Canavese (per rassicurarla che i 187 mila euro rubati erano stati versati)? Mistero. Gabriele ha detto: «La voce femminile era la mia acutizzata». Gli inquirenti non gli hanno mai creduto. E ora si aggrava ulteriormente la posizione di Caterina Abbattista. Perchè a Montalenghe, quella sera, vicino alla casa di Sofia?

Ottavia Giustetti su Repubblica ricostruisce invece gli ultimi istanti di vita di Gloria, secondo il racconto fatto da Gabriele agli inquirenti:

«Gloria si lamentava quando l’abbiamo gettata nell’acqua. Era ancora viva. Non avevo il coraggio di guardarla negli occhi».
«Gloria non è riuscita ad emettere alcun suono e poi mi sono accorto che aveva urinato nella Twingo lasciando delle macchie nel sedile che io ho poi notato».

«Dopo averla uccisa abbiamo raccolto in un sacco tutte le sue cose e siamo andati a gettarle in giro per Torino».
È una «lucida» sequenza di «malvagi», «feroci», «freddi» particolari, l’ordinanza con cui il giudice di Ivrea, Marianna Tiseo, conferma gli arresti in carcere per i tre complici dell’omicidio di Gloria Rosboch, la professoressa di Castellamonte scomparsa il 13 gennaio e ritrovata morta in una cisterna abbandonata nel bosco sabato scorso.
«Cosa fai?», sono le ultime parole della donna prima di morire, mentre si rivolge «con un filo di voce» a Gabriele, lo scaltro ex allievo di quasi trent’anni più giovane che l’ha corteggiata per un anno, facendole credere di portarla lontano dalla provincia. E dopo aver avuto il suo denaro – 187 mila euro che lei gli ha spontaneamente prestato – è scomparso.
Poi l’ha uccisa.

È lo stesso Defilippi che racconta i dettagli al procuratore di Ivrea, Giuseppe Ferrando. Accusa dell’omicidio il suo complice – amante, Roberto Obert: «L’ha uccisa lui, cogliendola di sorpresa con un laccio per stendere i panni ».
«La signora – dice invece Obert – è riuscita ad afferrare la corda con una mano e io gli ho detto “ma che c… fai?” cercando di afferrare a mia volta la corda, ma lui la tirava più di noi». Poi «la signora ha perso i sensi ed è mancata.
Arrivati nello spiazzo, Gabriele l’ha tirata giù dall’auto, l’ha messa sul prato e poi ha tirato nuovamente la corda intorno al collo».
Obert non pensava che Gabriele volesse uccidere: «Pensavo volesse solo intimorirla».

 

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  • Gloria Rosboch
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