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Terremoto centro Italia scossa 6 di magnitudo. Almeno 22 morti. Trema anche Roma

RIETI – Trema tutto il centro Italia. Forte scossa di terremoto, magnitudo 6.0, alle 3.38 del mattino di mercoledì ad Accumoli, in provincia di Rieti, a pochi chilometri da Norcia e Amatrice, dove il sisma ha fatto forti danni. Il sindaco di Amatrice fa infatti sapere: “Metà paese non c’è più”.

Ci sono almeno 22 vittime. Dieci i morti a Pescara del Tronto, Frazione di Arquata. Paese completamente distrutto. Nel Comune di Accumoli invece almeno 6 vittime con una famiglia di quattro persone, due bambini piccoli e i loro genitori, trovati morti sotto le macerie. Altri 6 morti ad Amatrice.

Moltissime le chiamate alla protezione civile e ai vigili del fuoco. L’ipocentro è stato a 4 km dalla superficie. La scossa è stata sentita, fortissima, anche a Roma e addirittura fino a Napoli.

Un’altra scossa è seguita 5 minuti dopo (magnitudo 5.4) e a pochi chilometri di distanza, più vicina a Norcia, dove sono registrati danni e ad Amatrice, con un ipocentro più in profondità, a 7 chilometri. Sono registrati numerosi crolli di edifici. Altre tre scosse sono seguite poco dopo. Si registrano forti danni a Castelluccio di Norcia. I viglili del fuoco parlano di danni anche a Gualdo e Mogliano nel Maceratese.

Secondo i vigili del fuoco di Ascoli Piceno, vi sarebbero dei feriti nella zona interna della provincia, in particolare nei Comuni di Arquata, Pretare Pescara del Tronto. Delle loro condizioni non si sa nulla, ma per il momento escludono decessi. I vigili del fuoco stanno inviando squadre di soccorso nelle zone più colpite.

Il maggior numero di danni al momento si registra nell’amatriciano, nella parte settentrionale della provincia di Rieti che in questo periodo ospita molti turisti. Il sindaco di Amatrice segnala forti danni e sta cercando di avere notizie dalle oltre 70 frazioni sparse su un vasto territorio montano: nel paese capoluogo tutti gli abitanti sono in strada e alcune abitazioni sono crollate poco dopo essere state abbandonate.

Nelle Marche il sisma ha provocato crolli “a macchia di leopardo” in tre province: Ascoli Piceno, Fermo e Macerata.  Lo rende noto la Sala operativa unificata della Protezione civile, che raccoglie i dati dai Centri operativi comunali e delle Sale provinciali, tutti attivati. I danni maggiori si registrano ad Arquata del Tronto e Pescara del Tronto (Ascoli), e ad Amandola (Fermo), dove è caduto un cornicione dell’ospedale Mogliano e Gualdo (Macerata).

La scossa è stata avvertita chiaramente, conferma il centralino dei vigili del fuoco, anche in tutta Roma, non solo nei piani alti degli edifici. Molte persone sono scese in strada. Alla prima scossa, che ha fatto oscillare con evidenza i lampadari, ne sono seguite almeno altre due più leggere. Poi alle 4.33 una scossa molto più forte, quasi quanto la prima, ma più breve: 6 secondi rispetto ai 14 di quella iniziale. Al momento a Roma non vengono segnalati danni e il 115 invita a seguire le notizie sul web e in tv.

La prima scossa è stata sentita in quasi tutta l’Italia centrale innescando chiamate ai centralini delle forze dell’ordine. La zona dell’epicentro è considerata ad alto rischio sismico. Il capo del Dipartimento della protezione civile Fabrizio Curcio ha convocato il Comitato operativo dopo la scossa di terremoto. Ha provocato alcuni danni agli edifici della zona di Ascoli Piceno il forte terremoto. Lo confermano i vigili del fuoco. Ad Ancona tante le chiamate ai centralini delle forze di polizia, ma finora non sono stati segnalati crolli.

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