Blitz quotidiano
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Trifone Ragone, genitori: “Basta infangare, lui e Giosuè…”

Eleonora e Francesco, genitori di Trifone Ragone, sono andati a Mattino Cinque per difendere la memoria del figlio e hanno attaccato Giosuè Ruotolo.

PORDENONE – I genitori di Trifone Ragone, Eleonora e Francesco, hanno difeso la memoria del figlio durante un collegamento alla trasmissione Mattino Cinque condotta da Federica Panicucci. “Basta infangare la memoria di nostro figlio”, hanno chiesto davanti alle telecamere. I due si riferiscono alle voci circolate sui giornali negli ultimi giorni, voci secondo cui Trifone avesse delle amanti e Giosuè Ruotolo avesse aperto una falsa pagina Facebook per avvisare Teresa Costanza dei tradimenti subiti. Trifone Ragone e Teresa Costanza sono i due fidanzati di Pordenone uccisi nel marzo del 2015. Per il loro assassinio è al momento indagato Giosuè Ruotolo, ex commilitone ed ex coinquilino proprio di Trifone.

Piero Tallandini sul Messaggero Veneto ha riportato le parole dei due genitori:

«Sono profondamente rammaricata dalle parole del legale della persona accusata di aver ucciso mio figlio e mia nuora – ha sottolineato Eleonora – Avrebbe detto che dal profilo Facebook anonimo non sarebbero partiti messaggi molesti verso Teresa ma solo avvertimenti sull’atteggiamento libertino di Trifone.

Io posso dire qual’era il tenore morale di mio figlio. Era un uomo perfetto. Anche Teresa era una persona esemplare. Non siamo più disposti a sopportare che la loro memoria venga infangata».

«Ormai – ha aggiunto –, sono passati dieci mesi dal delitto, non vogliamo che ci siano ulteriori depistaggi». La mamma di Trifone ha poi fatto riferimento ai rapporti tra Giosuè e Trifone: «La difesa parla di un rapporto sereno tra due amici e commilitoni, cosa che non sembrerebbe confermata da quanto sta emergendo dalle indagini»

«Abbiamo grande rispetto nei confronti delle due famiglie interessate dall’omicidio – ha replicato Rigoni Stern –. Esiste un profilo Facebook ma non siamo in grado di comprendere appieno il tenore di queste conversazioni visto che noi, come difesa, non abbiamo mai potuto avere accesso a quei contenuti ed è impossibile sapere se ci fossero conversazioni di ammonimento.

Attendiamo anche noi di sapere che cosa emerga effettivamente da tutti i supporti informatici esaminati. Dispiace constatare che ci sia un atteggiamento di rivalsa verso Giosuè, che ad oggi è semplicemente indagato. Bisognerebbe concentrare l’attenzione sulla materialità: la presenza sul luogo del delitto, l’ uso dell’arma e non ci sono indizi a carico di Giosuè da questo punto vista. Non si possono emettere sentenze preventive».


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