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Val Passiria, il fantasma del mercoledì: blocchi funivia nel giorno della morte di…

Val Passiria, il fantasma del mercoledì: blocchi funivia nel giorno della morte di...

Val Passiria, il fantasma del mercoledì: blocchi funivia nel giorno della morte di… (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Val Passiria, il fantasma del mercoledì. Per l’esattezza San Martino in Passiria. E una cronista del Corriere della Sera che lì è andata a raccogliere e raccontare una storia che non si spiega. Anche a “spiegarla” con la presenza e l’azione di un fantasma corrucciato e offeso non è che poi la si spieghi davvero. Però è anche vero che i blocchi della funivia ripetuti e continui nessuno finora è riuscito a spiegarli.

Dunque, la funivia. tra Saltusio e Klammeben, circa 1.500 di dislivello. Ogni tanto, ma mica tanto, sempre di mercoledì la funivia si blocca e senza un perché. Non possono essere considerati dei veri “perché” cose e frasi come “il bottone di sicurezza era fuori”. Già, era fuori ma chi e come l’ha messo fuori? Non chiedete a quelli della funivia. Va avanti così dal 2.010 e sono quindi sette anni. Ci hanno fatto l’abitudine a non avere dei veri perché.

Le cabine si fermano, quasi sempre il mercoledì, si attiva quindi il motore di emergenza e si va avanti così. Perfino gli utenti, i più affezionati, ci hanno fatto l’abitudine.

Gira quindi una singolare “spiegazione”: nel 2010, guarda caso, morì Josef Hillebrand costruttore della funivia. Aveva chiesto che il giorno della sua morte la funivia fosse chiusa. Non fu accontentato. Stai a vedere che…La parola fantasma in paese non la dicono forte e chiara ma la sostanza è quella.

Per la verità in paese c’è anche chi ovviamente crede che questa del fantasma sia una balla colossale, una scemenza e magari sarebbe meglio riandare all’impianto elettrico della funivia la cui ultima messa a nuovo fu, guarda caso, nel 2010. Sta di fatto però tecnici sono venuti da Milano, Monaco, Vienna e finora la causa tecnica dei blocchi del mercoledì non l’hanno trovata.

E quindi, sotto traccia ma non tanto, si è provato a…placare il fantasma. Edicola commemorativa è stata costruita in memoria del costruttore della funivia e ci si è messo anche un “Don”, un sacerdote che ha benedetto l’edicola con acqua del Giordano e assicura “siamo sulla buona strada per risolvere la vicenda”. Come? “Con preghiera sempre più mirata”. Il Don, manco a dirlo, è autore di un testo sul paranormale. E quindi fa sapere che è in corso una sorta di trattativa ben avviata con il fantasma.

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